martedì 13 ottobre 2026
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Torino, uccise il padre per salvare la madre. Il pm: "Sono costretto a chiedere 14 anni"

Luca Marsi·
Una norma tutta da rivedere quella che ha 'costretto' il pm Alessandro Aghemo a richiedere una pena di 14 anni per Alex Pompa, lo studente di 20 anni processato per aver ucciso il padre per difendere la madre nel corso di un'accesa lite in famiglia. Una condanna per la quale lo stesso pm ha invitato la Corte di Assise a sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla norma che impedisce di concedere la prevalenza delle numerose attenuanti. "Il codice mi impedisce di chiedere la prevalenza delle attenuanti sull'aggravante del vincolo di parentela e quindi una pena inferiore. Valutino i giudici se questa norma è ragionevole", sentenzia il giudice secondo il quale la vittima Giuseppe Pompa, 52 anni, "era l'artefice delle sofferenze del figlio". Pompa, infatti, viene descritto dai familiari come una persona "aggressiva, ossessiva, molesta e problematica". Nel corso della lite, avvenuta lo scorso 30 aprile 2020 a Collegno (Torino), il giovane aveva colpito il padre 34 volte con 6 coltelli diversi. "Giuseppe - ha osservato il pm- si comportava in maniera ingiustificabile, ma ha pagato con la vita. Una pena più alta di quella che avrebbe meritato".

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