Trieste, Petronzi sulla comunicazione: «Dare conto delle cose che facciamo» (VIDEO)
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Le istituzioni devono spiegare ai cittadini ciò che fanno, rendendo comprensibili anche le difficoltà incontrate e attribuendo ai risultati il loro effettivo significato. È il richiamo del prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi, che durante la diretta dell’8 ottobre ha indicato la necessità di «dare conto delle cose che facciamo».
Il tema è emerso nel confronto sul rapporto tra sicurezza, informazione e percezione dei problemi. Petronzi ha concentrato la riflessione soprattutto sulla responsabilità comunicativa delle istituzioni.
«Far capire le cose che noi facciamo»
Il prefetto ha spiegato che occorre individuare modalità e forme capaci di produrre un’informazione efficace verso i cittadini.
L’obiettivo è «far capire le cose che noi facciamo», insieme a quello di «far comprendere che in alcuni casi abbiamo anche noi delle difficoltà a raggiungere determinati obiettivi».
Il lavoro istituzionale, in questa prospettiva, deve diventare comprensibile anche quando presenta ostacoli. La comunicazione contribuisce a rendere più chiaro il rapporto tra le aspettative delle persone e l’attività svolta per rispondere.
Il rischio di attribuire troppo valore ai risultati
Petronzi ha richiamato anche un limite da evitare: «La comunicazione può diventare autocelebrativa».
Ha collegato questo rischio al fatto di raccontare un’attività attribuendole un significato più alto di quello che possiede. Il criterio indicato è quindi la proporzione, tanto nella descrizione dei problemi quanto nella presentazione degli interventi.
Spiegare ciò che viene fatto significa offrire elementi per comprenderlo e valutarlo, mantenendo precisione sulle dimensioni dei risultati.
«Potrei essere accusato di essere silenzioso»
Nel corso dell’intervista, il prefetto ha parlato anche del proprio stile pubblico. Ha ricordato la limitata frequenza delle interviste nei 14 mesi richiamati durante il confronto, osservando: «Sicuramente potrei essere accusato di essere silenzioso».
«Mi piacerebbe immaginare che il tempo che non impiego per comunicare lo impiego per lavorare», ha aggiunto.
Questa considerazione personale si accompagna però al riconoscimento della necessità di migliorare la comunicazione verso i cittadini. Petronzi ha infatti riportato il ragionamento su ciò che le istituzioni possono fare per rendere più comprensibile la propria attività.
Prudenza, professionalità e chiarezza
Sul tema della sicurezza, il prefetto ha indicato tre esigenze: essere prudenti, professionali e chiari.
La chiarezza parte dalle istituzioni stesse, chiamate a descrivere correttamente le situazioni e le risposte adottate. È su questo terreno che Petronzi colloca il dovere di rendere conto del lavoro svolto.
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