venerdì 9 ottobre 2026
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Suicidio assistito, Fabio Ridolfi si lascerà morire tramite sedazione profonda. "Lo Stato mi ignora"

Luca Marsi·
Si lascerà morire tramite la sedazione profonda e continua il 46enne di Fermignano (Pesaro), Fabio Ridolfi, che, da 18 anni si trova immobilizzato a letto a causa di una tetrapresi e che, nonostante abbia tutti i requisiti previsti per procedere con l'aiuto medico alla morte volontaria, continua a non ricevere una risposta concreta. "Ho tutte le condizioni per essere aiutato a morire ma lo Stato mi ignora. A questo punto scelgo la sedazione profonda e continua anche se prolunga lo strazio per chi mi vuole bene", ha raccontato Fabio annunciando la sua decisione. "Fabio aveva un diritto, quello di poter scegliere l'aiuto medico alla morte volontaria, legalmente esercitabile sulla base della sentenza 242 della Corte Costituzionale. Un diritto che gli è stato negato a causa dei continui ritardi e dell'ostruzionismo di uno Stato che, pur affermando che ha tutti i requisiti previsti dal giudicato costituzionale e riconoscendo che le sue sofferenze sono insopportabili, gli impedisce di dire basta", hanno evidenziato l'avvocato Filomena Gallo, segretario nazionale Associazione Luca Coscioni e coordinatrice del collegio difensivo di Fabio Ridolfi, e Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione. "Fabio merita rispetto - aggiungono - e non di essere ignorato da uno Stato che crudelmente lo costringe a una sofferenza continua e non garantisce la sua scelta legalmente attuabile. Ogni giorno che passa per Fabio è un giorno di sofferenza in più, per questo ha deciso di non voler più aspettare e di procedere con sedazione profonda e sospensione dei trattamenti di sostegno vitale. Non possiamo non notare anche il silenzio assoluto della politica nazionale, impegnata nell'insabbiamento al Senato del testo di legge sull'aiuto al suicidio, dopo che la Corte costituzionale ha impedito al popolo di esprimersi sul referendum".

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