Pippo Baudo compie 88 anni, colpo di fulmine con tv nelle celebrazioni di Trieste italiana

Baudiano. Perché Pippo Baudo è l'unico personaggio del piccolo schermo ad avere un proprio aggettivo. L'enciclopedia Treccani lo descrive così: "Proprio del suo stile e della sua maniera di condurre spettacoli televisivi". Ci sono gli orari "baudiani" - che sforano la mezzanotte - e c'è un'era "baudiana" di Sanremo, che ai tempi delle sue conduzioni - tredici in tutto - viene rinominato "kermesse baudiana". Centinaia di appuntamenti con "Domenica in", dieci spettacoli della Lotteria Italia, migliaia di serate di quiz. Le cifre della tv "baudiana" riassumono oltre mezzo secolo di carriera televisiva, ripercorsa nel film "Pippo Baudo, la cultura si fa spettacolo" di Enrico Salvatori, in onda domani alle 15 su Rai Storia per celebrare l'ottantottesimo compleanno del grande conduttore. Nella sua tv non solo spettacolo, lustrini e "vedettes". Spazio a libri, spettacoli teatrali, film d'autore, e interviste a scrittori, registi, attori. Con gli ospiti - da Rita Levi-Montalcini a Federico Fellini, passando per Jane Fonda, con cui scocca un bacio a stampo - è spontaneo, curioso e affettuoso. "Qualcuno mi chiama Baudo, qualche altro Pippo, insomma fate voi", ama rimanere "rasoterra". Usa l'arma della semplicità per trasmettere al grande pubblico tematiche complesse. Il colpo di fulmine con la telecamera arriva nel 1954, quando dalla Sicilia risale la penisola per le celebrazioni di Trieste italiana. Al tempo la sua isola non è ancora collegata ai trasmettitori televisivi. Studia giurisprudenza, suona il piano e fa spettacoli. Esordisce davanti all'obiettivo come pianista nel varietà La conchiglia d'oro condotto da Enzo Tortora. Si innamora del mezzo e va a Roma. Il responso del provino Rai è: "Può essere utilizzato per programmi minori". È il 1960, inizia il periodo di gavetta verso la disinvoltura e la spontaneità che, come lui dirà: "sono doti che si acquistano quando passa la paura". Nel 1968 per la prima volta presenta il festival di Sanremo. È un anno delicato, che segue quello segnato dalla morte di Luigi Tenco. Pippo è uno sperimentatore di quiz e giochi a premi. Inaugura il passaggio dal bianco e nero al colore con l'edizione della Lotteria Italia del 1977, intitolata "Secondo Voi", un quiz sulla storia contemporanea. Prende in mano Domenica In e poi riporta la Lotteria Italia al sabato sera, nel tempio del varietà per antonomasia, il Teatro delle Vittorie. Negli anni 80 conduce tre edizioni di Fantastico, è il divo più importante di quel periodo segnato anche dal matrimonio con il soprano Katia Ricciarelli. Pippo Baudo non si ripete mai, pur rimanendo fedele a se stesso. Dalla Rai se ne va due volte, ma torna sempre. Sarà lui a inaugurare il nuovo secolo il 1° gennaio 2000 su Rai 3 e ancora lui farà da gran cerimoniere per i 50 anni di televisione italiana nel 2003. Una vita al servizio della tv pubblica. (ANSA). FAS-COM foto Rai
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