"PD, le primarie di un partito non sono un talent show"
Intervistato dal Corriere della Sera Matteo Ricci, che appoggia la candidatura di Stefano Bonaccini alla segreteria del Pd, ribatte a Dario Franceschini che nell'intervista pubblicata ieri dal quotidiano di via Solferino sostiene che Elly Schlein è la sinistra moderna e che il Pd non ha bisogno di continuità. "ll congresso - afferma Ricci - non è un talent show e siamo nella fase politica più complessa e rischiosa dalla nascita del Pd. Dobbiamo rimettere in campo idee e personalità. Grande rispetto per tutti i candidati. Non c'è nulla da prendere, in questo congresso, c'è da ricostruire e va fatto con quella che io chiamo competizione cooperativa. Si lavora insieme, oggi e domani. Il Partito democratico, probabilmente, è l'organizzazione più difficile da governare in Italia, un conto è allargare nel coinvolgimento e un conto è la capacità di guidarlo. Per questo, dico che Bonaccini è una guida più solida. E poi credo molto nel valore della gavetta e sono molto orgoglioso di essere iscritto al mio partito da quando avevo 18 anni". L'ex ministro della Cultura in quell'intervista dice anche che per lui e Bonaccini è giunto il tempo di lasciare il passo a una nuova classe dirigente. "Non vorrei che si volesse cambiare tutto per non cambiare nulla. La nuova classe dirigente del Pd già esiste. Tra questi ci sono gli amministratori che in questi anni, lontano dai riflettori e dalle indennità sicure da parlamentari, hanno governato, spesso senza soldi, e hanno tenuto in piedi il Pd nei territori". (9Colonne) (deg)
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