Oltre un italiano su due possibilista sui nuovi reattori nucleari
Un sondaggio commissionato a SWG dal Comitato Nucleare e Ragione e effettuato nel mese di giugno tasta il polso degli italiani in merito all’energia nucleare, che di recente vive una rinnovata attenzione a livello internazionale in virtù del suo potenziale contributo alla decarbonizzazione del settore energetico.
In termini assoluti si attesta al 33% la quota di coloro favorevoli al fatto che l’Italia riconsideri l’uso dell’energia nucleare, percentuale sostanzialmente invariata rispetto alla rilevazione di 10 anni fa e tutto sommato ragguardevole, posta l’assenza del tema dall’agenda politica nell’ultimo decennio. Il nucleare affascina maggiormente i millennials e gli uomini, con percentuali di gradimento oltre il 40%. Le motivazioni dei favorevoli al nucleare sono variegate, ma primeggiano la sicurezza dei reattori moderni e il potenziale contributo dell’atomo all’indipendenza energetica. Tra i contrari, che si attestano al 67%, prevalgono su tutto la paura delle scorie (60%) e di possibili incidenti (49%).
Riguardo al possibile inserimento del nucleare tra le fonti sostenibili della cosiddetta Tassonomia europea, il 53% si dichiara in disaccordo, il 30% d’accordo e il 17% non ha elementi per esprimersi. Anche questo caso sono i millennials i più entusiasti, 44% in accordo contro 40% in disaccordo. L’italiano però guarda con maggiore apertura alle future tecnologie nucleari, ovvero i reattori avanzati e i reattori modulari di piccola taglia (Small Modular Reactors) che promettono di essere meno costosi e più sicuri ed efficienti e che dovrebbero essere in commercio entro la fine del decennio.
I contrari a queste nuove tecnologie scendono al 28%, mentre per il 29% saranno assolutamente da implementare. In mezzo, un 27% apre considerandoli un passo avanti, mentre il 16% non si esprime. ITALIA PER IL NUCLEARE Italia per il Nucleare italiaperilnucleare@gmail.com cell +393492868595 Nel complesso però, la maggioranza degli italiani (59%) si dichiara poco o per niente informata sul nucleare, il che sicuramente pesa sulla capacità di formarsi un’opinione obiettiva.
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