sabato 25 luglio 2026
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Il Comune di Gorizia contro l'uso degli animali dei circhi: "Parlamento legiferi e lo vieti!"

Luca Marsi·
Del tutto irrispettosi dei diritti degli animali, diseducativi per gli spettatori soprattutto più piccoli, nonchè disapprovati dalla maggior parte delle persone: prosegue l’impegno per l’abolizione dell’uso degli animali nei circhi da parte di Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia. Dal fatto che la città sarà Capitale europea della cultura 2025 insieme a Nova Gorica e dalla considerazione che il rispetto per gli animali rientra a pieno titolo nella cultura di una nazione, prende le mosse la lettera inviata dal primo cittadino al ministro della Salute, Orazio Schillaci, ai presidenti delle Commissioni parlamentari permanenti X e XII, rispettivamente Francesco Zaffini e Ugo Cappellacci, oltre che per conoscenza al presidente dell’ANCI Antonio Decaro e all’assessore regionale Riccardo Riccardi, per chiedere la soppressione dei contributi pubblici ai circhi che usano animali, attraverso la modifica della legge 18 marzo 1968. n. 337 Disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante.
 
“In attesa che il Parlamento assuma consapevolezza delle necessità di vietare tout court l’uso degli animali nei circa 100 circhi operativi in Italia, con questa proposta di legge nazionale si intende semplicemente vietare, laddove possibile, contribuzioni pubbliche ai circhi che usano gli animali o che anche solo li espongano, destinando tutte le risorse invece ai circhi che non ne fanno uso. Senza dubbio con questo strumento si incentiverebbe il circo a cessare l’uso di animali”, sottolinea nella missiva il sindaco, che ha iniziato la sua battaglia di civiltà già in passato da consigliere regionale. Inoltre già nel 2016 il Consiglio comunale di Gorizia ha approvato una mozione sulla questione e la proposta di legge nazionale che si propone di disincentivare l’uso degli animali nelle attività circensi è stata condivisa all’unanimità dall’attuale giunta comunale. Al momento su 28 Stati dell’Unione Europea, ben 18 hanno già introdotto un divieto di utilizzo degli animali nei circhi, e altri stanno approvando restrizioni o adottando divieti totali.
 
Ricordando quanto sia difficile per le amministrazioni municipali vietare l’insediamento di un circo, come attestato da molteplici sentenze, Ziberna prosegue: “Se il Parlamento nazionale vietasse gradualmente l’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi avvicinerebbe la legislazione italiana a quella di altri Paesi europei che hanno proibito, del tutto o parzialmente, l’esibizione di circhi con animali”. Ben vengano gli spettacoli di circo contemporaneo basato sull’abilità dell’uomo, sempre più apprezzati: giocolieri, contorsionisti, equilibristi, acrobati e clown che, insieme a danzatori, attori e cantanti, danno vita a spettacoli emozionanti e innovativi.
 
La norma contro cui si punta il dito stabilisce il diritto al contributo pubblico, ovvero una quota percentuale fissa del Fondo Unico per lo Spettacolo, oggi stimata sull’ordine dei 5 milioni di euro, nonché l’obbligo da parte delle amministrazioni comunali di ospitare le attività circensi autorizzate sul proprio territorio in aree opportunamente individuate, conferendo al Regolamento Comunale la competenza a concedere le suddette aree. Innumerevoli sono le ragioni alla base della proposta di legge: la considerazione che nei circhi italiani ci sono circa 2.000 animali prigionieri, molti nati in cattività, altri importati spesso illegalmente, il fatto che la tortura degli animali è reale, la sofferenza in gabbia e l’insegnamento pericoloso per tutti i bambini e gli spettatori. Tanti i riferimenti legislativi riportati, oltre al documento con cui 600 psicologi italiani si sono espressi in favore di una legge che vieti l’utilizzo degli animali in qualsiasi tipo di spettacolo, per l’effetto devastante che l’ilarità dei grandi verso un sopruso può avere nell’interpretazione del mondo di una psiche ancora in via di maturazione.

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