giovedì 24 settembre 2026
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Trieste, nuovo affondo di Lorenzutti sul Porto Vecchio: «Perché nessuno ha considerato questa sentenza?»

redazione·
Trieste, nuovo affondo di Lorenzutti sul Porto Vecchio: «Perché nessuno ha considerato questa sentenza?»

Una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea che, secondo Sergio Lorenzutti, potrebbe incidere profondamente sul percorso seguito per il Porto Vecchio di Trieste. È il nuovo tema sollevato da Lorenzutti, che richiama una decisione europea del 5 febbraio 2026 e pone una serie di interrogativi sulle conseguenze che questa potrebbe determinare rispetto alle procedure portate avanti fino a oggi.

Lorenzutti riferisce di aver appreso la questione attraverso altri media locali e sostiene che la pronuncia europea riguarderebbe il diritto di prelazione previsto dalla normativa italiana nell'ambito delle procedure di affidamento.

Le valutazioni e le conseguenze sul progetto triestino riportate di seguito rappresentano la posizione espressa da Sergio Lorenzutti.

Lorenzutti richiama la sentenza del 5 febbraio

Al centro dell'intervento viene indicata la sentenza del 5 febbraio 2026 nella causa C-810/24 della Corte di Giustizia dell'Unione europea.

Secondo la ricostruzione fornita da Lorenzutti, la decisione europea avrebbe dichiarato incompatibile il meccanismo italiano relativo al diritto di prelazione nell'ambito della procedura richiamata.

Lorenzutti fa riferimento in particolare all'articolo 183, comma 15, del decreto legislativo 50/2016.

Da questa pronuncia fa discendere una lettura particolarmente netta rispetto alle vicende del Porto Vecchio.

«Per il Porto Vecchio tutto potrebbe tornare in discussione»

Secondo Lorenzutti, la sentenza sarebbe destinata ad avere conseguenze rilevanti anche sul percorso intrapreso a Trieste.

La sua interpretazione è che il quadro giuridico sul quale si sono sviluppate alcune delle procedure debba essere riesaminato alla luce della decisione europea.

Lorenzutti chiama direttamente in causa anche il Gruppo Costim, sostenendo che la società potrebbe trovarsi ad affrontare nuove difficoltà e affermando che sarebbe già esposta economicamente per oltre 2 milioni di euro.

Anche quest'ultimo dato viene riportato come indicato da Lorenzutti e non come elemento autonomamente verificato.

L'affondo politico su Dipiazza e Fedriga

Il ragionamento di Lorenzutti assume quindi una dimensione direttamente politica.

Secondo la sua interpretazione, quanto portato avanti dal sindaco Roberto Dipiazza e dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga potrebbe essere rimesso in discussione proprio dagli effetti della pronuncia europea.

Lorenzutti utilizza parole molto dure, sostenendo che quanto costruito finora rischierebbe di «andare in fumo».

Si tratta, anche in questo caso, della sua valutazione sulle conseguenze della sentenza e non di un esito giuridico accertato nel materiale fornito.

Il richiamo al Porto Franco di Trieste

Nel suo intervento Lorenzutti torna anche sulla questione dello status del Porto Franco di Trieste, tema sul quale interviene da tempo.

Secondo la sua posizione, sia per il Porto Franco Vecchio sia per quello Nuovo continuerebbero a trovare applicazione le disposizioni derivanti dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, successivamente confermate, nella sua ricostruzione, dal Memorandum di Londra del 1954.

Lorenzutti collega quindi questa interpretazione alla più recente decisione della Corte di Giustizia europea, costruendo un quadro nel quale, a suo giudizio, le procedure relative al Porto Vecchio dovrebbero essere riesaminate.

«Perché nessuno ha preso in considerazione questa sentenza?»

È però soprattutto una domanda a rappresentare il cuore politico dell'intervento.

Lorenzutti si chiede per quale motivo, nei mesi successivi alla sentenza del 5 febbraio, gli uffici legali del Comune e della Regione non abbiano preso in considerazione la pronuncia da lui richiamata, o comunque non ne abbiano evidenziato pubblicamente le eventuali conseguenze sul percorso del Porto Vecchio.

La domanda posta è esplicita: se la sentenza ha realmente gli effetti che Lorenzutti le attribuisce sul caso triestino, perché le procedure sarebbero proseguite senza modifiche?

È questo il punto sul quale Lorenzutti chiede sostanzialmente un chiarimento.

Un nuovo fronte nel dibattito sul Porto Vecchio

L'intervento aggiunge così un ulteriore elemento al confronto che accompagna la trasformazione del Porto Vecchio.

In questo caso il tema non riguarda direttamente l'assetto urbanistico, le destinazioni previste o le valutazioni ambientali, ma la possibile incidenza di una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione europea sulle procedure utilizzate.

La tesi avanzata da Sergio Lorenzutti è molto netta. Ma proprio perché riguarda l'applicazione di una sentenza europea a una specifica procedura triestina, il nodo decisivo resta stabilire quali effetti giuridici concreti quella pronuncia produca effettivamente sul progetto del Porto Vecchio.

Ed è su questo punto che la questione sollevata da Lorenzutti apre un nuovo terreno di confronto.

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