Russo sul Porto Vecchio: «Progetto Costim è fallito, non sarà concluso entro questo mandato» (VIDEO)
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Il Porto Vecchio come grande terreno di confronto sul futuro di Trieste, con un giudizio fortemente critico sul progetto Costim e la richiesta di rilanciare un modello di sviluppo capace di attrarre imprese, investimenti, ricerca, giovani e famiglie. È stato questo il cuore dell'intervento di Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale, durante l'evento del Partito Democratico "Porto Vecchio: tra opportunità di sviluppo e speranze tradite", svoltosi alle 18 in piazza Puecher.
All'incontro sono intervenuti anche Rossana Zagaria e Carlo De Donato, segretari rispettivamente del VI e V Circolo Pd, Sergio Persoglia, coordinatore del forum Ambiente e Scienza del Pd, e Gianfranco Depinguente di Porto Chiaro.
Russo ha costruito il proprio intervento partendo dalla sdemanializzazione dell'area e ripercorrendo diversi passaggi della storia politica del Porto Vecchio, per arrivare a una conclusione netta: secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, l'attuale progetto non riuscirà a essere portato a compimento entro la conclusione del mandato amministrativo. Testo incollato
Russo: «Il progetto Costim è un progetto fallito»
È proprio sul progetto Costim che Russo ha pronunciato alcune delle parole più nette dell'intero intervento.
«Il progetto Costim è un progetto fallito», ha dichiarato, aggiungendo di assumersi «la responsabilità» di quanto affermato. Poco dopo ha rincarato la dose: «Quel progetto non sta in piedi e non sarà concluso entro questo mandato».
Russo ha quindi espresso forti dubbi anche sulle tempistiche della gara, sostenendo che, sulla base della conoscenza delle dinamiche interne alla macchina comunale richiamata durante il suo intervento, non ritiene che possa concretizzarsi prima della conclusione del mandato del sindaco Roberto Dipiazza. Si tratta, naturalmente, della valutazione politica espressa da Russo durante l'incontro. Testo incollato
«Dopo due anni non succede nulla»
Uno dei passaggi centrali dell'intervento ha riguardato proprio i tempi trascorsi dall'approvazione del progetto.
Russo ha ricordato che il progetto Costim venne approvato in Consiglio comunale nell'ottobre 2024, al termine di una durissima contrapposizione politica. «Noi uscimmo dall'aula dopo tre giorni e tre notti di battaglia. Facemmo l'ostruzionismo. Tutto l'ostruzionismo possibile», ha ricordato.
Da qui il ragionamento politico del vicepresidente del Consiglio regionale: «Fu approvato due anni fa. Se dopo due anni non succede nulla, non è colpa del WWF. Non è colpa di Porto Chiaro. Non è colpa dell'opposizione».
Russo ha respinto quindi l'idea che le difficoltà legate allo sviluppo dell'area possano essere attribuite alle associazioni ambientaliste, a Porto Chiaro o alle opposizioni, rivendicando invece il ruolo svolto da queste ultime nell'analisi e nella contestazione del progetto. Testo incollato
La sdemanializzazione e la rivendicazione politica
All'inizio del suo intervento Russo è tornato anche sulla sdemanializzazione del Porto Vecchio, ricordando il proprio emendamento di dodici anni fa.
«Sono passati dodici anni dal mio emendamento che ha sdemanializzato quest'area e ha permesso in qualche maniera la rimessa in moto di una progettualità», ha affermato.
Il vicepresidente del Consiglio regionale ha quindi rivendicato al centrosinistra due passaggi che considera fondamentali per la storia recente della città: la sdemanializzazione del Porto Vecchio e la scelta di affidarsi a Zeno D'Agostino e alla sua squadra per il porto di Trieste.
Secondo Russo, il centrosinistra dovrebbe partire proprio dalla rivendicazione di quanto realizzato per costruire la propria proposta futura sulla città. Testo incollato
Porto Vecchio, «la madre di tutte le battaglie»
Il discorso ha poi assunto una prospettiva molto più ampia. Per Russo, infatti, discutere del Porto Vecchio significa discutere direttamente del modello di città che Trieste vuole costruire nei prossimi decenni.
«Siamo ancora qua dopo 40 anni, è la madre di tutte le battaglie Porto Vecchio», ha affermato.
Secondo Russo, l'area rappresenta da decenni uno dei principali terreni di confronto della politica triestina. Nel corso dell'intervento ha ripercorso alcuni progetti e momenti del passato, dal progetto Fiat-Generali degli anni Ottanta alle iniziative legate a Federico Pacorini e "Trieste Futura", fino alla stagione di Roberto Cosolini e alla successiva sdemanializzazione. Testo incollato
«L'unica chance per attrarre imprese, talenti, giovani e famiglie»
Ma è soprattutto guardando al futuro che Russo ha delineato la propria idea di Porto Vecchio.
«C'è una sfida demografica da vincere: Porto Vecchio è l'unica chance che noi abbiamo per creare una capacità di attrazione di imprese, ma soprattutto di talenti, di giovani, di famiglie che vengano e cambino la faccia di questa città».
Il Porto Vecchio, nella visione illustrata dal vicepresidente del Consiglio regionale, dovrebbe quindi diventare molto più di una grande operazione immobiliare: uno strumento attraverso il quale contrastare il declino demografico e aumentare la capacità di Trieste di attirare persone, competenze e attività economiche. Testo incollato
L'appello ai grandi investitori internazionali
Russo ha insistito anche sulla necessità di aumentare l'ambizione internazionale del progetto, citando nel proprio intervento realtà come Generali, Fincantieri, MSC e Allianz e interrogandosi sulla scelta del partner per l'attuale operazione.
Il vicepresidente del Consiglio regionale ha quindi evocato una prospettiva ancora più ampia, arrivando a citare Microsoft e le grandi realtà internazionali della ricerca.
«Chiamare qui Microsoft, chiamare qui grandi realtà internazionali di ricerca», ha detto Russo, significherebbe secondo la sua impostazione mettere Trieste nelle condizioni di dialogare nuovamente con i grandi protagonisti internazionali dell'innovazione. Testo incollato
«Porto Vecchio può essere la più bella sperimentazione di rigenerazione urbana d'Europa»
Nella parte conclusiva dell'intervento è arrivata la proposta politica più ambiziosa.
Secondo Russo, Trieste dovrebbe «chiamare qui i principali soggetti internazionali che oggi sono all'avanguardia» e chiedere loro di utilizzare il Porto Vecchio per sperimentare ciò che arriverà sul mercato nei prossimi anni.
«Porto Vecchio può e deve essere la sperimentazione più bella di rigenerazione urbana che si sia mai vista. Almeno in Europa», ha affermato.
Una prospettiva che, secondo Russo, richiede «una politica lungimirante» e «più coraggio», trasformando Porto Vecchio nella bandiera di «un'idea radicalmente diversa di città, una città aperta da ogni punto di vista». Testo incollato
L'intervento si è così chiuso riportando il confronto alla dimensione politica: non soltanto cosa fare del Porto Vecchio, ma quale Trieste immaginare per i prossimi decenni. Per Russo, la rigenerazione dell'area deve diventare uno dei motori principali di un progetto cittadino fondato sull'apertura internazionale, sull'innovazione, sulla ricerca e sulla capacità di attrarre nuove generazioni.
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