martedì 20 ottobre 2026
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Segnalazioni

Disturbi alimentari con la pandemia +30% dei casi

Luca Marsi·
L’isolamento dai compagni di scuola, l’impossibilità di fare attività fisica, la forzata e prolungata convivenza con la famiglia e la costante disponibilità di cibo in casa hanno peggiorato le condizioni di chi soffre di disturbi alimentari e incrementato del 30% l’incidenza di casi di anoressia e bulimia nel corso della pandemia. È il quadro che emerge a livello nazionale dall’analisi preliminare sui dati epidemiologici dei disturbi del comportamento alimentare, nell’ambito di un progetto per il contrasto alla malnutrizione in tutte le sue forme promosso dal ministero della Salute e attuato dalla Regione Umbria. Lo studio, partito nel 2019, si concluderà a dicembre. “Non sono dati confortanti purtroppo – commenta la psicoterapeuta Laura Dalla Ragione, a capo della rete per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl 1 dell’Umbria (che comprende anche il centro riabilitativo di Todi), nonché direttrice scientifica del progetto -. L’aumento esponenziale del 30 per cento delle persone affette da questa patologia registrato nel corso della prima ondata di Covid viene confermato anche oggi. Si assiste inoltre a un abbassamento rilevante dell’età di insorgenza, tra 10-11 anni, e una maggiore diffusione del disturbo nella popolazione maschile, due dati – sottolinea – che dovranno essere presi in considerazione nella programmazione dei servizi sanitari”.

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