Trieste, bocciata proposta sui rifugi climatici: «La casa non è un rifugio se diventa un forno»

Individuare spazi pubblici freschi e accessibili dove trovare riparo durante le ondate di calore, avviando fin da ora un percorso di preparazione alla prossima estate. Era questo, secondo quanto riferisce Elvio De Candia, consigliere della VII Circoscrizione per Lista Russo Punto Franco, l’obiettivo della mozione, presentata da Adesso Trieste, respinta nel corso della seduta di lunedì 19 ottobre.
Il consigliere comunica un esito di sei voti favorevoli e otto contrari e attribuisce alla destra la bocciatura della proposta. In un intervento pubblico, De Candia contesta la decisione e rivendica il carattere preventivo dell’iniziativa, dedicata in particolare alle persone più vulnerabili durante i periodi di caldo intenso.
Biblioteche, centri civici e parchi tra gli spazi da individuare
La proposta, nella descrizione fornita da De Candia, puntava a individuare biblioteche, centri civici, parchi alberati, fontanelle e altri luoghi accessibili che potessero offrire sollievo durante le ondate di calore.
I destinatari richiamati sono anziani, bambini, persone malate e cittadini in difficoltà. L’intento dichiarato era costruire un progetto organizzato attraverso un lavoro preparatorio, senza chiedere l’immediata realizzazione di nuovi interventi.
«Non chiedevamo di spendere milioni dall’oggi al domani. Non chiedevamo di improvvisare nulla», sottolinea il consigliere.
«Arrivare preparati alla prossima estate»
De Candia insiste sulla tempistica della proposta: iniziare in autunno avrebbe consentito, secondo la sua impostazione, di dedicare i mesi successivi alle verifiche necessarie.
«Chiedevamo di cominciare subito un lavoro serio, con le dovute verifiche, le norme, le ricerche e tutto il tempo necessario per arrivare preparati alla prossima estate», afferma.
Il percorso descritto avrebbe quindi avuto una prima fase di studio e organizzazione, finalizzata a valutare gli spazi e le modalità con cui renderli parte di una risposta alle giornate più calde.
Il voto e la contestazione alla destra
Secondo il resoconto del consigliere, la mozione è stata respinta con otto contrari a fronte di sei favorevoli.
De Candia legge il voto come il rifiuto di avviare un percorso di preparazione e rivolge una critica politica alla destra circoscrizionale. Il suo intervento non riporta nel dettaglio le motivazioni espresse da tutti i contrari, né la distribuzione nominale dei voti.
Al centro della contestazione c’è la distanza che il consigliere ravvisa tra i richiami alla sicurezza e alla tutela delle famiglie e degli anziani e la decisione assunta sulla proposta.
La frase riferita durante la discussione
Nel proprio intervento, De Candia riporta anche la frase «Chi ha caldo se ne stia a casa», attribuendola a un esponente della destra durante il dibattito.
Il consigliere non ne indica il nome e non riporta il contesto integrale dell’intervento. La frase viene da lui richiamata per contestare l’idea che restare nella propria abitazione rappresenti sempre una soluzione praticabile.
De Candia invita infatti a considerare chi vive solo, chi abita in appartamenti molto caldi, chi non dispone di aria condizionata o non può sostenerne i costi, oltre alle persone malate o con difficoltà negli spostamenti.
«La casa non è un rifugio se diventa un forno»
«La casa non è un rifugio se diventa un forno» è il passaggio con cui De Candia sintetizza la ragione della propria iniziativa.
Nella sua argomentazione, la disponibilità di luoghi freschi e accessibili deve essere valutata tenendo conto delle diverse condizioni abitative ed economiche dei cittadini. Il consigliere presenta dunque i rifugi climatici come una proposta di attenzione alle fragilità e di organizzazione degli spazi pubblici.
«Si tratta di persone, di salute e di responsabilità», afferma, chiedendo che il tema venga affrontato al di là delle appartenenze politiche.
L’impegno a ripresentare i bisogni dei residenti
La conclusione dell’intervento assume un tono esplicitamente politico. De Candia richiama il futuro appuntamento elettorale e invita i cittadini a ricordare il voto sulla mozione.
Ribadisce inoltre l’intenzione di continuare a presentare proposte per una città più attenta alle necessità delle persone. Il consigliere, che richiama i 28mila abitanti della VII Circoscrizione, pone così la preparazione alle prossime ondate di calore tra i temi sui quali intende mantenere aperto il confronto.
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