Trieste, Doglia: «regole devono essere rispettate da tutti». Marzoli: «Serve struttura al chiuso» (VIDEO)

Regole per l’assistenza in piazza Libertà, una struttura al chiuso per le persone in transito e una gestione del turismo più attenta alla vita dei residenti. Il confronto tra Anastasia Doglia, consigliera della quarta circoscrizione di Forza Italia, e Andrea Marzoli, esponente e dirigente di Adesso Trieste, ha fatto emergere differenze sulle responsabilità politiche, ma anche punti di convergenza sulle soluzioni.
Durante la diretta di lunedì 19 ottobre, condotta da Luca Marsi, i due ospiti hanno discusso delle prescrizioni della Questura, del ruolo dei volontari, della pressione turistica e del diritto all’abitare. In chiusura, spazio anche ai pronostici sui possibili candidati sindaco dei rispettivi schieramenti avversari.
Doglia: «Le regole devono essere rispettate da tutti»
Il confronto si è aperto sulla possibilità di conciliare sicurezza e solidarietà in piazza Libertà, alla luce delle prescrizioni sulle attività di assistenza richiamate dal conduttore.
Doglia ha indicato come punto di partenza «equilibrio e concretezza», affiancando alla sicurezza dei cittadini, alla legalità e al decoro urbano il riconoscimento delle fragilità delle persone assistite e dell’impegno dei volontari.
«Queste due cose non devono andare in competizione. Le regole devono essere rispettate da tutti», ha dichiarato.
La consigliera ha quindi chiesto un dialogo tra Comune, servizi sociali e associazioni, soffermandosi sulle modalità di distribuzione degli alimenti e sulle medicazioni.
«Un panino non lo si nega a nessuno», ha premesso, sostenendo però la necessità di garantire condizioni corrette di conservazione e distribuzione del cibo. Quanto all’assistenza sanitaria, richiamando la propria esperienza lavorativa nel settore, ha chiesto ambienti protetti e personale abilitato.
Marzoli: «Serve una struttura al chiuso, con quattro mura»
Marzoli ha risposto indicando una soluzione organizzativa: un luogo coperto nel quale gestire le presenze temporanee, attraverso la collaborazione tra istituzioni, autorità, associazioni e Asugi.
«Serve individuare e definire un luogo, una struttura al chiuso, con quattro mura», ha affermato, descrivendo il modello proposto da Adesso Trieste come una struttura «a bassa soglia, ad alta rotazione».
L’esponente di Adesso Trieste ha sottolineato che, nella sua valutazione, gran parte delle persone presenti è in transito. Ha inoltre condiviso la necessità di superare la permanenza nella piazza: «Siamo d’accordo che queste persone non debbano stare in Piazza Libertà e in quelle condizioni».
Diversa la lettura delle responsabilità. Marzoli ha attribuito la situazione alla mancata risposta delle istituzioni e difeso il lavoro delle associazioni, che, ha osservato, intervengono con strumenti limitati.
«Meno male che lo fanno, perché c’è ancora dell’umanità anche nella nostra città», ha detto.
L’ex Bazar e l’apertura di Doglia sugli spazi coperti
Tra le possibilità citate, Marzoli ha richiamato i locali dell’ex Bazar di via Gioia, considerandoli adatti alla funzione proposta anche per la vicinanza alle istituzioni. Si tratta di un’indicazione politica emersa nel confronto, non dell’annuncio di una struttura già attivata.
Doglia ha condiviso l’esigenza di portare le attività al chiuso, menzionando via Flavio Gioia oppure un’altra struttura periferica. Nel suo intervento ha richiamato anche i disagi riferiti dai residenti delle strade vicine alla stazione e la necessità di affrontare il problema dei pernottamenti.
La consigliera ha poi posto l’accento sulla tutela dei volontari: «Non è giusto che anche le volontarie devono subire violenza».
Da qui la richiesta che associazioni, servizi sociali, Comune e Questura trovino una soluzione condivisa, capace di offrire ristoro e ricovero in un ambiente protetto.
La distanza politica: «Meno politicizzata», «Via dalla speculazione»
Il punto di maggiore distanza ha riguardato il peso della politica nella vicenda.
«Questa cosa doveva essere meno politicizzata», ha sostenuto Doglia, richiamando anche l’appartenenza politica di alcune persone impegnate nel volontariato. Ha inoltre distinto la gestione locale dell’assistenza dal contrasto ai trafficanti di esseri umani, per il quale ha invocato accordi e iniziative internazionali.
Marzoli ha ricondotto il ragionamento alle competenze cittadine: i flussi migratori, ha osservato, coinvolgono livelli nazionali, europei e internazionali, mentre sul territorio occorrono coordinamento e organizzazione.
«Dobbiamo portare via questo argomento dalla speculazione politica», ha dichiarato, rivolgendo poi una critica alle destre, che a suo giudizio utilizzerebbero il tema nel dibattito pubblico.
Sulla necessità di individuare uno spazio e una gestione coordinata, tuttavia, le posizioni hanno mostrato una convergenza.
Turismo, Marzoli: «Non diciamo no». Doglia: «Va governato? Assolutamente sì»
Il secondo tema ha riguardato il rapporto tra crescita turistica e qualità della vita dei triestini.
Marzoli ha chiarito la propria posizione: «Noi delle opposizioni diamo il benvenuto al turismo». Il settore, ha aggiunto, è una risorsa da valorizzare all’interno di un’economia diversificata, senza trascurare l’industria.
La critica si è concentrata sulla gestione dei flussi. «Il turismo va sicuramente governato meglio», ha affermato, indicando monitoraggio dei dati, attenzione alla soddisfazione di residenti e visitatori e interventi sugli impatti del traffico e degli affitti brevi. Come riferimenti ha citato Vienna e Dubrovnik.
Doglia ha aperto la propria risposta con un riconoscimento esplicito: «Sono abbastanza d’accordo con Andrea».
«Il turismo va governato? Assolutamente sì», ha proseguito, proponendo una distribuzione dei visitatori verso attrazioni e luoghi diversi dal centro più frequentato.
Doglia: musei nei rioni, parcheggi esterni e navette
Per Doglia, una parte della risposta passa attraverso una comunicazione turistica più mirata. Tra gli esempi ha citato il museo de Henriquez, nella zona di Montebello, come luogo da valorizzare per ampliare gli itinerari.
La consigliera ha affrontato anche la convivenza tra pedoni e biciclette, riferendo situazioni di pericolo vissute sul Ponte Curto e sui marciapiedi. Ha proposto di promuovere maggiormente i percorsi sull’altipiano per il cicloturismo.
Sul fronte degli accessi, ha indicato il Park Bovedo e altri parcheggi esterni collegati con navette, accompagnati da informazioni chiare per chi arriva. L’obiettivo proposto è favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici e alleggerire la pressione sul centro.
«Turismo sì, ma in maniera più governata», ha riassunto.
Affitti e diritto alla casa, Marzoli chiede politiche «più coraggiose»
Il confronto si è quindi spostato sulle abitazioni. Marzoli ha citato un aumento degli affitti del 43% negli ultimi sei anni, presentandolo come un segnale delle difficoltà abitative di una parte della popolazione. Nel corso dell’intervento non ha specificato la fonte del dato.
«Abbiamo necessità che le politiche comunali siano più coraggiose», ha dichiarato, richiamando l’impegno della coalizione Futuro in Comune e gli incontri pubblici dedicati al diritto all’abitare.
Doglia aveva a sua volta richiamato il tema degli affitti brevi, prospettando una distribuzione meno concentrata nel centro e citando le limitazioni adottate in altre città.
Nel successivo intervento ha suggerito di informare maggiormente i visitatori anche sull’offerta alberghiera, sostenendo che Trieste presenti strutture con tariffe differenti.
Entrambi hanno riconosciuto il valore economico del turismo. «Non si può vivere solo del turismo», ha osservato Doglia, ricordandone comunque le ricadute su commercio, trasporti, musei, ristorazione e taxi.
DI SEGUITO IL VIDEO
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