Trieste, un centinaio in piazza per i pini di Grignano: «Tagliate le emissioni, non gli alberi»

«Tagliate le emissioni, non gli alberi!» è lo slogan attorno al quale si è sviluppata l’iniziativa, che ha portato nel cuore di Trieste la contestazione degli interventi previsti a Grignano e una più ampia richiesta di attenzione al verde pubblico.
I 17 pini al centro della protesta
La mobilitazione ha richiamato l’attenzione sul destino dei 17 pini marittimi di Grignano, che i promotori chiedono di preservare.
Nel testo diffuso per l’appuntamento, la prospettiva degli abbattimenti viene collegata alle interferenze delle radici superficiali con gli spazi destinati alla sosta. È la ricostruzione proposta dai promotori, che contestano il peso attribuito alle automobili e ai parcheggi nelle scelte riguardanti l’area.
La critica investe anche il modello di gestione del territorio e del turismo: secondo chi ha promosso la protesta, la tutela degli alberi e degli spazi comuni dovrebbe assumere un ruolo prioritario nelle decisioni pubbliche.
«Esistono alternative all’abbattimento»
Uno dei punti centrali della contestazione riguarda la possibilità di intervenire senza eliminare i pini. Il messaggio della mobilitazione richiama le posizioni espresse da Legambiente e da cittadini contrari ai tagli, sostenendo che siano disponibili alternative tecniche.
In particolare, vengono citati interventi realizzati a Duino e Lignano, dove, secondo quanto riportato dai promotori, sarebbero stati utilizzati sistemi a intercapedine con il rialzamento del livello del suolo.
Il richiamo a queste esperienze accompagna la richiesta di valutare soluzioni capaci di conciliare la presenza delle radici con la sistemazione degli spazi. Il materiale diffuso per la protesta non contiene una valutazione tecnica sull’applicabilità di tali sistemi al caso specifico di Grignano.
Firme ed esposti, la contestazione degli interventi
La protesta in piazza si inserisce in una mobilitazione che, secondo il testo diffuso, ha già visto raccolte di firme ed esposti alla Procura e alla Corte dei conti.
I promotori richiamano inoltre il precedente del febbraio 2025, quando sarebbero stati abbattuti 12 pini nella parte nord dell’area. Nella comunicazione viene contestata anche la completezza delle autorizzazioni relative a quell’intervento.
Quest’ultimo punto rappresenta una denuncia dei promotori: nel materiale fornito non sono riportati riscontri delle autorità o esiti di accertamenti sulla regolarità dei permessi.
La richiesta di partecipazione nelle scelte sul verde
Accanto alla difesa dei singoli alberi, la mobilitazione ha posto il tema del coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che modificano gli spazi pubblici.
Comunità, assemblee e partecipazione sono i riferimenti richiamati nel messaggio della protesta, che rivendica una gestione del territorio più attenta alla natura e alle esigenze di chi vive la città.
La presenza di circa cento persone davanti al Palazzo della Regione ha dato visibilità a questa richiesta: riportare al centro del confronto il futuro dei pini di Grignano e le possibilità di conservarli.
Dagli alberi alle emissioni, il messaggio della piazza
Il testo della mobilitazione allarga infine lo sguardo ad altri temi ambientali e alla pace, attraverso l’appello: «Tagliate le guerre, tagliate i pfas, tagliate le emissioni!».
Il fulcro dell’iniziativa resta però la sorte dei 17 pini marittimi. Ai responsabili delle scelte sull’area, i partecipanti hanno rivolto una richiesta precisa: considerare le alternative all’abbattimento e dare spazio al confronto prima che gli interventi cancellino gli alberi.
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