Piazza Libertà, la Questura: «Risse, aggressioni, accoltellamenti». Assistenza nella fascia 18-20

Le attività di assistenza in piazza Libertà potranno svolgersi, durante la settimana, nella fascia oraria compresa tra le 18 e le 20. È una delle prescrizioni illustrate dalla Questura di Trieste in una nota dedicata alla situazione della piazza e alle ragioni che hanno portato alla regolamentazione delle iniziative solidali nell’area.
Il provvedimento viene inserito in un quadro più ampio di interventi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e per garantire le condizioni necessarie alle indagini sugli episodi delittuosi verificatisi nella zona. La Questura indica come obiettivo la possibilità di conciliare le attività di assistenza con la sicurezza di tutti i presenti, compresi volontari e destinatari degli aiuti, e con la fruibilità dello spazio pubblico.
La Questura: negli ultimi mesi ripetuti episodi di violenza
Nella ricostruzione fornita dalla Questura, la situazione di piazza Libertà ha registrato negli ultimi mesi un progressivo degrado, con ripetuti episodi di violenza: risse, aggressioni, accoltellamenti, oltre a borseggi e furti ai danni degli stessi cittadini stranieri presenti nell’area.
In diverse occasioni, prosegue la nota, l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha consentito di interrompere tensioni e potenziali scontri, evitando che degenerassero in ulteriori violenze.
A questo quadro si sarebbero aggiunte condotte legate allo spaccio di sostanze stupefacenti e comportamenti contrari alla pubblica decenza, contribuendo, secondo la Questura, a rendere più critica la situazione sotto il profilo della sicurezza e della civile convivenza.
Aggrediti anche giornalisti e volontari
Tra gli episodi richiamati figurano le aggressioni ai danni di due giornalisti e di appartenenti a un’associazione di volontariato impegnata proprio nell’assistenza in piazza.
La Questura riferisce che la gravità della situazione ha indotto questa associazione a sospendere autonomamente, per alcuni giorni, la propria presenza nell’area. Un elemento richiamato per evidenziare le difficoltà incontrate anche da chi opera quotidianamente con finalità solidaristiche.
La nota segnala inoltre che, nelle poche occasioni in cui concomitanti impegni di ordine pubblico non hanno permesso di garantire un presidio costante della piazza, si sono verificati episodi di particolare gravità, tra cui un accoltellamento. Per la Questura, questa circostanza conferma il ruolo della presenza delle forze dell’ordine nella prevenzione e nella deterrenza.
Il presidio rafforzato dopo il confronto in Comitato
Alla luce di queste criticità e della necessità di contemperare sicurezza, indagini e assistenza, la situazione è stata esaminata in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
In quel contesto, già nello scorso mese di aprile, è stata condivisa un’importante intensificazione delle attività di presidio dell’area, soprattutto nella fascia serale. Il dispositivo prevede una presenza stabile di personale delle forze di polizia, con servizi sia dinamici sia fissi.
È in questo quadro che si inserisce la regolamentazione delle modalità di svolgimento delle attività di assistenza, riferita dalla Questura all’attuale fase e definita temporanea.
Assistenza tra le 18 e le 20 durante la settimana
La prescrizione oraria indicata nella nota prevede che, durante la settimana, le attività di assistenza si svolgano tra le 18 e le 20.
Secondo la Questura, la regolamentazione risponde anche alle istanze di cittadini che hanno rappresentato l’esigenza di restituire piazza Libertà alla sua funzione di spazio pubblico, affinché possa tornare a essere liberamente e serenamente fruibile da tutti.
Le misure, sottolinea la nota, sono legate alla situazione attuale della piazza e a esigenze concrete e circostanziate. La finalità dichiarata è ricondurre le attività presenti nell’area a un quadro organizzato e compatibile con la tutela della sicurezza di tutti i soggetti coinvolti.
Da aprile oltre 2.400 impieghi di personale nei servizi
La Questura accompagna il chiarimento con i numeri dell’impegno operativo. A partire da aprile, i servizi predisposti nell’area hanno richiesto l’impiego complessivo di 106 militari della Guardia di finanza, 340 operatori della Polizia di Stato, 1.740 operatori dei Reparti mobili e 241 operatori dei presidi territoriali.
Nel complesso, i dati riportati corrispondono a 2.427 impieghi di personale nei servizi indicati, a testimonianza dell’attenzione riservata all’area. Si tratta di un impegno protratto nel tempo, che la Questura colloca all’interno delle più ampie necessità di presidio e controllo dell’intero territorio cittadino.
La regolamentazione viene quindi motivata anche con l’esigenza di assicurare un’organizzazione equilibrata ed efficace dei servizi, capace di rispondere alle criticità della piazza senza compromettere le altre necessità operative.
Le indagini sugli episodi delittuosi
Parallelamente al presidio, la Questura riferisce di avere avviato e sviluppato attività investigative finalizzate alla ricostruzione degli episodi delittuosi e all’individuazione dei responsabili.
La nota non dettaglia gli esiti di queste indagini, ma sottolinea come il contesto abbia richiesto un’attenzione costante e articolata da parte delle forze dell’ordine. Le prescrizioni sulle attività nell’area vengono dunque ricondotte anche alla necessità di preservare le condizioni per lo svolgimento dell’attività di polizia giudiziaria.
«Le misure non sono rivolte alle finalità solidaristiche»
Un passaggio centrale del chiarimento riguarda il rapporto con il volontariato. La Questura osserva che analoghe attività di assistenza vengono svolte da altre realtà associative senza che si registrino le medesime problematiche di ordine e sicurezza pubblica.
Una circostanza che, secondo la nota, conferma come le misure non siano rivolte alle finalità solidaristiche delle iniziative o al loro valore, ma siano connesse alle specifiche criticità emerse in piazza Libertà.
L’obiettivo dichiarato resta quello di consentire lo svolgimento delle attività di assistenza in condizioni di sicurezza, attraverso una regolamentazione proporzionata alle esigenze riscontrate, salvaguardando contemporaneamente la prevenzione dei reati e la tenuta del dispositivo di sicurezza sul territorio cittadino.
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