Caso Toti: Salvini, se lascia è una resa, toghe paghino per loro errori

(LaPresse) - "Serve la responsabilità civile per i magistrati, personale e pecuniaria, quando sbagliano". Lo dice il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini in un'intervista a 'La Stampa'. Toti non esclude le dimissioni da presidente della Regione? "Non mi risulta in nessun modo. Spero anzi che vada avanti la Regione Liguria, così com'è andata avanti in questi anni, dalla ricostruzione del Ponte Morandi alla Diga, al Terzo Valico, all'Alta velocità. È una regione che è tornata a guardare a futuro grazie a tutto il sistema Liguria e Genova e il suo porto sono proiettati verso il Nord Europa. Ecco, spero quindi che nessuno pensi di bloccare lo sviluppo della Liguria", aggiunge. "Quando c'è una persona privata della libertà, io mi fermo sempre sull'uscio di casa: sono scelte umane. Dal mio punto di vista dimettersi adesso sarebbe una resa".
"Una resa - sottolinea Salvini - nei confronti dei liguri e nei confronti di un rapporto tra magistratura e resto del mondo che è palesemente sbilanciato. Lo ribadisco: se qualche giudice, se qualche pubblico ministero venisse intercettato e dossierato a casa sua e nel suo ufficio per due o tre anni, non so quanti andrebbero a spasso magari sul lungomare della Spezia....", insiste il leader della Lega. Ma scusi, ma cosa vuol dire? Che commettono reati di nascosto? "No - risponde - Voglio dire che non c'è equilibrio dei poteri. Stiamo alle statistiche: ogni anno mille italiani vengono arrestati e poi liberati perché i magistrati avevano sbagliato qualcosa. Significa tre persone al giorno. Vuol dire che oggi tre persone normali, non politici, vengono arrestati, gli si rovina la vita, e poi alla fine del percorso arriva una pacca sulla spalla: 'Mi scusi abbiamo sbagliato'. E nessuno ne risponde. Ecco, la responsabilità civile dei magistrati, personale e pecuniaria per quelli che sbagliano con dolo, secondo me eviterebbe alcuni problemi". POL NG01 npf
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