Relazione Antimafia FVG: tra minacce transnazionali e riscossa della legalità

Il Friuli Venezia Giulia è un territorio di interesse per le reti criminali transnazionali, soprattutto in funzione della sua posizione strategica, ma c'è anche un forte radicamento della cultura della legalità e del senso civico. È quanto traspare dalla relazione annuale dell'Osservatorio regionale antimafia, che offre una sintesi dell'attività di monitoraggio, analisi e promozione della cultura della legalità svolta dall'aprile 2025 al marzo 2026.
Dodici sedute, sei audizioni, più di trenta incontri e eventi, cui si aggiungono i tirocini curricolari e i primi di laurea. "Per noi è importante continuare in quest'opera di coinvolgimento e di sensibilizzazione dei giovani, studenti universitari, ma anche delle scuole superiori", ha sottolineato la presidente dell'Osservatorio, Barbara Clama, a margine dell'illustrazione della relazione all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.
Nell'ambito degli accordi quadro con le Università di Udine e Trieste per lo sviluppo di attività di formazione e ricerca, sono stati realizzati diversi seminari su riciclaggio, corruzione, contraffazione, diritti e cittadinanza europea, indagini trasfrontaliere, Europol e violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Dieci i tirocini curricolari conclusi nel 2025, per un totale di 1.425 ore di formazione durante le quali gli studenti hanno avuto la possibilità di partecipare alle attività di studio, analisi e monitoraggio dei fenomeni criminali. Altri sei tirocini sono stati attivati per l'anno in corso. Grazie ai fondi messi a disposizione dal Consiglio regionale, l'Osservatorio ha poi attribuito tre premi alle migliori tesi di laurea in materia di promozione della cultura della legalità.
"Il contrasto alla criminalità organizzata non può essere affidato esclusivamente all'azione repressiva - ha rimarcato Clama - ma richiede un impegno costante e condiviso che coinvolga istituzioni, sistema universitario, mondo produttivo e società civile. È nella collaborazione tra le parti che risiede la forza del territorio e la migliore garanzia per la tutela dello sviluppo economico, della coesione sociale e dei valori democratici".
Proprio nel corso delle audizioni con le associazioni di categoria e gli imprenditori, svolte dall'Osservatorio nell'ambito dell'attività di monitoraggio, è emersa la richiesta di più controlli per garantire una leale concorrenza e tutelare chi opera rispettando le regole. Ne comparto agricolo, in particolare, gli imprenditori hanno segnalato la presenza di aziende cosiddette "senza terra". Parallelamente è stata rappresentata anche l'esigenza di semplificare, soprattutto per le aziende piccole, le procedure di iscrizione alle White list istituite presso le prefetture come strumento di trasparenza e legalità nei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione.
L'Osservatorio regionale antimafia ha inoltre proseguito l'attività di approfondimento nell'ambito del focus biennale sui traffici illeciti che attraversano il Friuli Venezia Giulia: sostanze stupefacenti, contrabbando di tabacchi lavorati esteri, immigrazione irregolare. Anche su queste attività criminali il livello di attenzione deve rimanere elevato.
ACON/AA-fc
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