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Musei scolastici, la Regione scende in campo con un nuovo progetto sperimentale

Luca Marsi·
Musei scolastici, la Regione scende in campo con un nuovo progetto sperimentale

La Regione scende in campo con una nuova iniziativa "strutturata e non estemporanea" seppur sperimentale. Ed è quella di allestire, all'interno delle scuole secondarie di secondo grado del territorio regionale (al momento le uniche coinvolte nel progetto), spazi espostivi che valorizzino la storia dell'istituto e del territorio. Il progetto si chiama "Musei scolastici" e potrà contare su una dote finanziaria di 100mila euro all'anno "che potranno aumentare ed essere integrati nei bandi futuri" ha sottolineato l'assessore regionale al Lavoro e Istruzione Alessia Rosolen affiancata da Patrizia Pavatti e da Cristina Chiaruttini dell'Ufficio scolastico regionale. "Partiamo in forma sperimentale - ha spiegato l'assessore - per comprendere le effettive esigenze del nostro sistema scolastico". L'iniziativa "vuole valorizzare le competenze degli studenti e del capitale umano all'interno delle scuole". Del resto, ha aggiunto l'assessore "il Friuli Venezia Giulia è pieno di scuole che rappresentano l'identità del territorio". L'amministrazione regionale, dunque, è autorizzata a concedere contributi alle scuole secondarie di secondo grado per l'allestimento di spazi espositivi tendendi alla valorizzazione del patrimonio storico, scientifico, materiale e immateriale esistente al loro interno. L'importo massimo concedibile a ciascuna istituzione scolastica è pari a 25mila euro. 

Lo spazio espositivo ha lo scopo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico-educativo delle scuole, non disperdere il patrimonio culturale che è presente in molte scuole storiche e permettere di valorizzare l'identità e la memoria del territorio.  Cosa contiene un museo scolastico? Oggetti d'epoca, strumenti scientifici, tecnologici, artigianli o industriali che possono rappresentare l'evoluzione storica e culturale di un territorio. Sul fronte delle finalità, gli obiettivi sono molteplici. Intanto coinvolgere direttamente gli studenti "chiamati ad attivare il museo analizzando i reperti, studiandoli e creando didascalie in più lingue" ha spiegato Pavatti. E poi creare un luogo di memoria, cultura e identità per la comunità educativa, offrendo riflessioni sull'evoluzione dell'istruzione ed infine favorire l'utilizzo di una risorsa didattica che stimoli il pensiero critico e il lavoro di gruppo.

I beneficiari del contributo sono le scuole secondarie di secondo grado con almeno 70 anni di attività continuativa, con spazi idonei già disponibili da destinare a spazi espositivi da aprire anche alla cittadinanza e la presenza di un patrimonio materiale di rilevanza storica, culturale, artigianale, industriale o tecnologica. Le linee di indirizzo del progetto dovranno ora essere approvate dalla Giunta regionale. Il bando verrà pubblicato entro marzo e la scadenza delle domande è fissata al 30 aprile.

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