sabato 29 agosto 2026
Breaking
Cinema in Friuli Venezia Giulia, casting aperto per bambini: cercati piccoli attori da 1 a 13 anni Triestino riflette: «Tutti con gli occhi sul telefonino, nessuno guarda più cosa succede intorno» Forni Avoltri, alpinista ferito sulla Cima della Miniera: maxi intervento tra nubi, pioggia e parete verticale Idea Giuliana a Barcola, bilancio positivo del banchetto: «Lavoro, bambini e sicurezza tra le priorità» Trieste, tornano gli amati telelaser: controlli su Banne, via Flavia e via Carnaro Area cani di Campi Elisi chiusa da una settimana, PD: «Servono tempi certi per la riapertura» Bivio ad H, incidente nel pomeriggio: vettura contro la barriera, traffico rallentato Trieste, Federalberghi: “Turismo cresciuto troppo velocemente, ora bisogna fermarsi e fare sintesi” (VIDEO) Movida, nodo spazi: Zini: «Sticco ha funzionato anche perché le alternative sono poche» (VIDEO) Piazza Sant’Antonio cambia volto, Dipiazza: «La gente impazzisce in positivo» (VIDEO) Segnalazioni dei cittadini decisive per i controlli a Barcola, de Gavardo: «Intervenuti prontamente» Trieste, scuola o famiglia? De Blasio: «Direi 50 e 50, nessuna vale più dell’altra» (VIDEO) Trieste-Muggia, Marzi promuove il Delfino Verde: «È una tratta sempre di grande successo» (VIDEO) Il meteo di domenica 30 agosto, cielo sereno Villaggio del Pescatore, coppia di sporcaccioni sul lungomare: «Facevano sporchezzi spinti alle 15» (VIDEO) Cinema in Friuli Venezia Giulia, casting aperto per bambini: cercati piccoli attori da 1 a 13 anni Triestino riflette: «Tutti con gli occhi sul telefonino, nessuno guarda più cosa succede intorno» Forni Avoltri, alpinista ferito sulla Cima della Miniera: maxi intervento tra nubi, pioggia e parete verticale Idea Giuliana a Barcola, bilancio positivo del banchetto: «Lavoro, bambini e sicurezza tra le priorità» Trieste, tornano gli amati telelaser: controlli su Banne, via Flavia e via Carnaro Area cani di Campi Elisi chiusa da una settimana, PD: «Servono tempi certi per la riapertura» Bivio ad H, incidente nel pomeriggio: vettura contro la barriera, traffico rallentato Trieste, Federalberghi: “Turismo cresciuto troppo velocemente, ora bisogna fermarsi e fare sintesi” (VIDEO) Movida, nodo spazi: Zini: «Sticco ha funzionato anche perché le alternative sono poche» (VIDEO) Piazza Sant’Antonio cambia volto, Dipiazza: «La gente impazzisce in positivo» (VIDEO) Segnalazioni dei cittadini decisive per i controlli a Barcola, de Gavardo: «Intervenuti prontamente» Trieste, scuola o famiglia? De Blasio: «Direi 50 e 50, nessuna vale più dell’altra» (VIDEO) Trieste-Muggia, Marzi promuove il Delfino Verde: «È una tratta sempre di grande successo» (VIDEO) Il meteo di domenica 30 agosto, cielo sereno Villaggio del Pescatore, coppia di sporcaccioni sul lungomare: «Facevano sporchezzi spinti alle 15» (VIDEO)
Sport

Triestino riflette: «Tutti con gli occhi sul telefonino, nessuno guarda più cosa succede intorno»

redazione·
Triestino riflette: «Tutti con gli occhi sul telefonino, nessuno guarda più cosa succede intorno»

Un pensiero semplice, quasi lanciato di getto, ma capace di aprire una riflessione molto più ampia sul modo in cui viviamo le nostre giornate. A sollevarla è un triestino che, osservando le persone attorno a sé, mette nel mirino un’abitudine ormai diffusissima: camminare, aspettare, viaggiare e perfino stare insieme con gli occhi costantemente puntati sullo smartphone.

La sua osservazione è netta: «Vedo la gente che guarda il telefonino e non si accorge di cosa succede intorno a loro».

Una frase che diventa quasi la fotografia di un’epoca.

Lo smartphone come finestra e come muro

Il telefono è ormai diventato agenda, giornale, macchina fotografica, mappa, televisione, portafoglio e luogo di incontro virtuale.

Ma proprio questa concentrazione di funzioni rischia, secondo la riflessione del cittadino, di trasformarlo anche in una sorta di barriera invisibile tra la persona e ciò che la circonda.

Si cammina guardando uno schermo, si attraversano piazze senza osservarle, si aspetta un autobus senza alzare gli occhi, si condivide uno stesso tavolo restando ognuno immerso nel proprio dispositivo.

La città che scorre ai margini dello schermo

Trieste, come qualsiasi altra città, è fatta di dettagli continui: persone, incontri, piccoli episodi, scorci, comportamenti, situazioni che cambiano nel giro di pochi secondi.

Eppure, se lo sguardo resta inchiodato al telefono, tutto questo rischia di trasformarsi in semplice sfondo.

La provocazione del triestino va proprio in questa direzione: quante cose accadono accanto a noi senza che ce ne rendiamo più conto?

Essere connessi senza essere presenti

La contraddizione è evidente.

Mai come oggi è stato possibile sapere in pochi secondi cosa succede dall’altra parte del mondo. E allo stesso tempo può capitare di ignorare completamente ciò che avviene a pochi metri di distanza.

Messaggi, notifiche, video e social occupano continuamente l’attenzione, mentre la realtà immediata resta fuori campo.

Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ormai parte integrante della vita quotidiana, ma di interrogarsi sul modo in cui viene utilizzata.

Anche una questione di sicurezza

Tenere costantemente gli occhi sullo smartphone non riguarda soltanto il rapporto con gli altri.

Può diventare anche una questione concreta di attenzione negli spazi pubblici: attraversamenti pedonali, biciclette, monopattini, traffico, ostacoli lungo i marciapiedi e qualsiasi situazione improvvisa richiedono uno sguardo vigile su ciò che accade attorno.

Il telefonino, insomma, può catturare pochi secondi di attenzione proprio quando quei secondi servirebbero altrove.

Una provocazione che riguarda tutti

Il post del triestino non indica categorie o generazioni precise.

Ed è forse proprio questo il punto: il gesto di abbassare lo sguardo sullo smartphone accomuna ormai giovani, adulti e anziani.

La domanda che ne nasce è allora più generale: quanto tempo trascorriamo osservando ciò che arriva da uno schermo e quanto ne dedichiamo ancora a guardare davvero quello che abbiamo davanti?

Una riflessione quotidiana, apparentemente banale, che in realtà tocca il modo stesso in cui abitiamo la città e viviamo le relazioni.

foto ia

Articoli correlati

Pallamano, Trieste 1970 lotta ma cede alla Cina: 22-31 a LubianaSport

Pallamano, Trieste 1970 lotta ma cede alla Cina: 22-31 a Lubiana

Un Trieste rabberciato gioca una partita d’orgoglio all’arena Dvorana Krim di Lubiana (cambio di location dell’ultimo minuto, con la sfida programmata in precedenza alla Štozice). Contro la Cina finisce 22-31 e la squadra di Lisica, con un

redazione·28 ago 2026·3 min