Energia: Regione già pronta a normare limiti impianti fotovoltaici

Non appena il decreto ministeriale sulle aree idonee per l'installazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili diventerà effettivo la Regione potrà normare in maniera chiara e definitiva, a completamento di quanto già fatto di recente.
È quanto ha riferito, in sintesi, l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile a commento dell'intesa in Conferenza Unificata di questa mattina.
Secondo l'esponente dell'Esecutivo regionale, grazie al lavoro del Governo, vengono definite le zone classificate come non idonee nei piani urbanistici all'installazione di impianti fotovoltaici a terra. Pur comprendendo le ragioni del Sud del Paese, che potrà essere interessato dalla presenza di numerosi impianti che sfruttano le condizioni soleggiate del clima mediterraneo, per la Regione va tutelato anche l'intero territorio nazionale ricco di patrimonio culturale e vanno contemperate anche le necessità delle attività produttive, della produzione e della sovranità energetica. Quella nazionale è in ogni caso, una misura di salvaguardia del nostro patrimonio paesaggistico e agricolo che era attesa dal 2020, anno di emanazione della direttiva Ue.
L'amministrazione regionale - ha ricordato l'assessore - aveva già emanato due norme: la prima impugnata dal governo Draghi nel 2022 e una seconda un mese fa che, prevedendo l'entrata in vigore a breve termine del nuovo decreto, indicava le aree caratterizzate da presumibile non idoneità.
Con la legge FVGreen il Friuli Venezia Giulia ha inteso anticipare di almeno 5 anni l'obiettivo del Green Deal Europeo, prevedendo anche la valorizzazione delle energie rinnovabili sul territorio. Tuttavia, secondo l'esponente dell'esecutivo - la resilienza energetica e la differenziazione di produzione dell'energia, non possono intaccare la qualità di una terra che per i suoi frutti è sinonimo di eccellenza in tutto il mondo.
Infine per la Regione la pianificazione territoriale ed energetica deve essere pertanto armonizzata con i valori della tutela dell'ambiente, della biodiversità, del patrimonio culturale e paesaggistico, del suolo agricolo e delle peculiari produzioni agroalimentari dell'area: il decreto ministeriale persegue questo fine secondo gli auspici espressi da amministrazioni e cittadini a livello nazionale e locale.
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