Caccia. Capozzi (M5s): "No al ddl sparatutto, è dannoso per l'ambiente"

"Il disegno di legge sulla caccia rappresenta una scelta gravissima e profondamente sbagliata. Il provvedimento sembra scritto per soddisfare le richieste di una minoranza organizzata, sacrificando l'interesse generale, la tutela della biodiversità e il diritto dei cittadini a vivere e frequentare in sicurezza il patrimonio naturale del nostro Paese". Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle). "L'estensione dell'attività venatoria - prosegue Capozzi - in aree di particolare pregio ambientale, l'indebolimento delle tutele esistenti e l'apertura ai cacciatori provenienti dall'estero, rischiano di trasformare l'Italia in una sorta di riserva di caccia a disposizione di chiunque voglia abbattere fauna selvatica". "Parchi, riserve naturali, aree demaniali e valichi alpini - aggiunge la consigliera pentastellata - rappresentano luoghi che dovrebbero essere protetti e valorizzati per la loro funzione ecologica, scientifica e naturalistica. Pensare di ampliare ulteriormente gli spazi destinati all'attività venatoria significa imboccare una direzione opposta rispetto a quella che l'emergenza climatica e la crisi della biodiversità richiedono".
"Questa proposta - osserva Capozzi - appare come una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti degli animali selvatici e degli ecosistemi. Mentre l'Europa e la comunità scientifica chiedono maggiori investimenti nella tutela della natura, il Governo italiano sceglie invece di allentare i vincoli e di aumentare la pressione sulla fauna selvatica, che non è proprietà di pochi e non può certamente essere considerata un semplice bersaglio". "Per questo motivo esprimo la mia più ferma contrarietà - conclude l'esponente del M5S - a un provvedimento che rischia di produrre danni irreparabili e che allontana il nostro Paese dagli obiettivi di tutela ambientale che, al contrario, dovrebbe perseguire. L'ambiente, la biodiversità e il benessere degli animali non possono essere sacrificati per accontentare pochi interessi particolari".
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