USA, i Repubblicani del Texas chiedono la secessione
Sembra il 1861, ma è il 2020: dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso del Procuratore del Texas per annullare il risultato del voto negli Stati in bilico nelle elezioni presidenziali, diversi esponenti repubblicani texani hanno ufficialmente cominciato a chiedere la secessione dagli Stati Uniti d’America.
“Gli Stati rispettosi della legge dovrebbero mettersi insieme e costituire una Unione di Stati che rispetterà e si atterrà sempre alla Costituzione” scrive in un comunicato il presidente del Partito Repubblicano del Texas, Allan West. Gli fa eco il deputato statale Kyle Biedermann, che ha annunciato che presenterà un disegno di legge per istituire un referendum per proclamare appunto la secessione: “Il governo federale è fuori controllo e non rappresenta i valori dei texani” afferma Biedermann.
Le posizioni secessioniste hanno ricevuto durissime critiche dal fronte progressista: il deputato democratico delle Hawaii Brian Schatz ha accusato i Repubblicani di “avere perso la ragione” e di “incitare alla sedizione ed al tradimento”.
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