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Politica

Paglia: «Scuola può fare ancora di più contro disagio giovanile, accogliendo quando esplode»

redazione·
Paglia: «Scuola può fare ancora di più contro disagio giovanile, accogliendo quando esplode»

Insegnare significa trasmettere conoscenze, ma soprattutto accompagnare bambini e ragazzi nella loro crescita, imparando a leggere ciò che può nascondersi dietro un comportamento difficile e costruendo un'alleanza educativa con le famiglie. È la riflessione affidata da Maria Luisa Paglia ai social in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti.

Un messaggio che parte dalla sua esperienza quotidiana nella scuola e si allarga a temi come educazione, disagio giovanile, responsabilità, giustizia riparativa ed educazione civica.

«Insegnare significa soprattutto accompagnare nella crescita»

«Insegnare significa trasmettere conoscenze, certo. Ma significa soprattutto accompagnare nella crescita», scrive Paglia.

Ogni giorno, entrando in classe, un insegnante incontra bambini e ragazzi differenti per carattere, emozioni, fragilità, storie familiari e necessità. Ed è proprio dietro alcuni comportamenti più complessi che, secondo Paglia, bisogna imparare a guardare oltre l'apparenza.

«Spesso dietro un comportamento difficile, una reazione eccessiva o una chiusura c'è qualcosa che dobbiamo imparare a vedere prima ancora che a giudicare».

L'alleanza tra scuola e famiglia

Uno dei passaggi centrali della riflessione riguarda il rapporto tra scuola e famiglie.

Paglia riconosce che costruire un'alleanza educativa non è sempre semplice: possono esserci punti di vista differenti e anche gli adulti possono commettere errori.

«Ma insegnanti e genitori non dovrebbero mai sentirsi su fronti contrapposti. Abbiamo, con ruoli differenti, lo stesso obiettivo: aiutare un bambino a diventare un adulto consapevole, responsabile e capace di stare bene con gli altri».

«La scuola può fare ancora di più»

Nel suo intervento Paglia guarda anche al ruolo che la scuola può assumere davanti alle difficoltà dei giovani.

Educare al rispetto, riconoscere e gestire le emozioni, parlare di affettività e relazioni, comprendere il significato di un limite e di un “no”: sono alcuni degli aspetti che, secondo l'insegnante, possono diventare parte del percorso educativo.

Per Paglia anche questa è educazione civica, che non può limitarsi alla conoscenza delle istituzioni e della Costituzione, ma deve insegnare quotidianamente a vivere insieme.

Disagio giovanile e possibilità di riparare

Un altro passaggio è dedicato alla responsabilità quando un ragazzo commette un errore.

«Accanto alla necessaria assunzione di responsabilità, dovremmo sempre lasciare uno spazio alla possibilità di comprendere e riparare».

Paglia richiama quindi il principio della giustizia riparativa, sottolineando l'importanza non soltanto della punizione, ma anche della comprensione del danno provocato, del confronto con le conseguenze delle proprie azioni e, quando possibile, della ricostruzione di ciò che è stato compromesso.

È anche da qui, secondo la sua riflessione, che si può provare a prevenire quel disagio giovanile «del quale troppo spesso ci accorgiamo soltanto quando esplode».

«Uno dei privilegi più belli dell'essere insegnanti»

Il messaggio si chiude tornando alla dimensione più personale del mestiere.

Dopo tanti anni nella scuola, Paglia racconta di continuare a considerarlo un lavoro straordinario proprio perché un insegnante non può conoscere fino in fondo la traccia che lascerà nei propri studenti.

«A volte sarà una nozione imparata, altre una parola detta nel momento giusto, un limite posto, un incoraggiamento, la sensazione di essere stati ascoltati».

Una responsabilità che definisce enorme, ma anche «uno dei privilegi più belli dell'essere insegnanti», prima di rivolgere il proprio augurio alle colleghe e ai colleghi per la loro giornata.

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