Trieste, Rebek scuote i locali: «Nel 70% di quelli dove vado il barista è pessimo» (VIDEO)

Non basta riempire un locale. Non basta organizzare la serata giusta. E non basta nemmeno avere un buon prodotto: secondo Stefano Rebek, una delle figure capaci di incidere maggiormente sui risultati economici di una serata è quella che lavora dietro il bancone.
Nel corso della diretta di Trieste Cafe l'opinionista ha dedicato un lungo intervento proprio alla professionalità dei bartender, sostenendo che troppo spesso i locali risparmino sulla figura che, al contrario, potrebbe contribuire direttamente all'aumento delle consumazioni.
«Ultimamente vedo che la vera differenza nei locali la fa il bartender», ha esordito.
La stoccata: «Nel 70% dei locali dove vado il barista è pessimo»
Rebek ha utilizzato parole particolarmente nette.
«Nel 70% dei locali dove vado il barista è pessimo», ha affermato, proponendo una propria valutazione personale basata sull'esperienza nei locali.
Il ragionamento è essenzialmente commerciale: un professionista capace non si limita a preparare una bevanda, ma sa instaurare un rapporto con il cliente, suggerire prodotti e lavorare rapidamente.
«Quando trovi un barista di livello fa spendere tanto. La gente si affida e continua a prendere da lui».
«Non è uno che fa da bere, è un professionista»
La distinzione proposta da Rebek è proprio questa.
«Non è un coso che fa da bere, ma è un professionista».
Il bartender preparato, nella sua lettura, può orientare la scelta, proporre il prodotto corretto e contemporaneamente garantire una velocità di servizio elevata.
Una professionalità che ha inevitabilmente un costo.
«Se vuoi un bartender di un certo livello devi spendere un po' di più», ha osservato.
La fila davanti al bartender bravo
Rebek ha raccontato di aver osservato direttamente situazioni nelle quali la qualità del personale diventava immediatamente visibile anche attraverso il comportamento dei clienti.
In alcuni eventi e locali, ha spiegato, davanti al bartender particolarmente capace si forma una vera e propria fila.
«Quel barista o quella barista ha la fila solo davanti a lui o davanti a lei».
Un fenomeno che per Rebek dimostra quanto la persona dietro il bancone possa diventare parte integrante dell'esperienza offerta dal locale.
Risparmiare sul personale può costare di più
La provocazione lanciata dall'opinionista ribalta quindi una logica piuttosto comune.
Ridurre il costo del personale potrebbe sembrare inizialmente un risparmio. Ma se un bartender meno esperto rallenta il servizio, non sa proporre i prodotti e non fidelizza il cliente, il risultato potrebbe trasformarsi in minori incassi.
La movida, insomma, non vive soltanto di DJ, location e promozione.
A volte la differenza, secondo Rebek, è semplicemente dall'altra parte del bancone.
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