Trieste, l’inclusione prende il largo: due persone con disabilità in regata sul “Moro de Sede”

Martedì 6 ottobre, sulla linea di partenza del Campionato Italiano Meteor a Trieste, tra gli eventi collaterali della Barcolana, ci sarà anche un'imbarcazione con una storia particolare da raccontare. È Moro de Sede, con un equipaggio composto da tre persone molto differenti per età, esperienza e caratteristiche fisiche, tra le quali due persone con disabilità.
Una partecipazione costruita passo dopo passo, attraverso la collaborazione di numerose realtà e persone accomunate dalla passione per il mare. Per l'equipaggio, arrivare alla partenza rappresenta già un risultato importante.
Tre persone diverse, un unico equipaggio
Il principio alla base dell'esperienza è semplice: non cancellare le differenze, ma riuscire a lavorare insieme proprio partendo da esse.
Tre componenti con capacità, possibilità ed esperienze differenti che sulla stessa imbarcazione cercano di diventare complementari.
La classe Meteor, viene sottolineato nella presentazione del progetto, non è stata specificamente concepita per persone con disabilità. È una classe tradizionale che ha però accettato di confrontarsi con nuove esigenze, cercando concretamente soluzioni che permettano a tutti di regatare insieme.
Ed è proprio per questo che la partecipazione al Campionato Italiano assume un significato particolare.
Un anno di lavoro per arrivare sulla linea di partenza
Dietro alla presenza di Moro de Sede c'è quasi un anno di ricerca e preparazione.
Un ringraziamento particolare viene rivolto a Walter Gasperi, capoflotta Meteor di Trieste, che ha cercato una barca, contattato persone ed esplorato differenti possibilità, ripartendo ogni volta che una strada sembrava chiudersi.
L'obiettivo era permettere anche a persone con difficoltà fisiche, entusiaste della vela ma prive di un'imbarcazione propria, di poter scendere in acqua e partecipare all'appuntamento.
“Moro de Sede” torna in acqua
La svolta è arrivata grazie a Sandro De Vecchi e Susanna Pertot, che hanno messo a disposizione Moro de Sede, descritto come un Meteor storico e vincente, rimasto a terra per un periodo.
La barca è stata affidata al progetto e ha così avuto la possibilità non soltanto di tornare in acqua, ma anche di tornare a regatare.
A rendere possibile l'incontro tra progetto e imbarcazione è stato Franco Sedmak, Direttore Mare del TPK CNT Sirena, società per la quale Moro de Sede correrà.
Una rete costruita attorno alla passione per la vela
Fondamentale anche il contributo della Società Velica Barcola Grignano, che ha accolto il gruppo nella propria flotta, consentendo ai velisti di conoscere più da vicino la classe Meteor e offrendo le prime opportunità per uscire in mare e partecipare alle regate, oltre a garantire un supporto nella gestione dell'imbarcazione.
Al progetto partecipa inoltre la società di appartenenza dell'equipaggio, Duino 45° Nord – ASD Easy Action, attraverso la quale i velisti hanno potuto praticare vela e attività agonistica sugli Hansa 303.
Il presidente Dario Danese e il direttore sportivo Gianluca Beretta hanno inoltre messo a disposizione un gommone di assistenza aggiuntivo, con l'obiettivo di affrontare l'esperienza nelle migliori condizioni di sicurezza.
Il ringraziamento dell'equipaggio va infine alla stessa Classe Meteor, nella quale il gruppo è entrato recentemente.
«Ragazzi, non appassionatevi alla vela»
A raccontare forse meglio di qualsiasi slogan lo spirito di questa avventura è però un piccolo episodio avvenuto in questi giorni al porticciolo di Grignano.
Un velista di grande esperienza, dopo aver osservato il gruppo dal pontile galleggiante, avrebbe scosso la testa e dispensato un consiglio:
«Ragazzi, non appassionatevi alla vela».
La risposta dell'equipaggio è arrivata all'unisono:
«Ormai è troppo tardi».
Poche parole che racchiudono un percorso fatto di ostacoli, disponibilità, collaborazione e soprattutto passione.
Martedì, quando Moro de Sede raggiungerà la linea di partenza del Campionato Italiano Meteor, sulla stessa acqua si confronteranno persone con caratteristiche differenti. Non una gara separata, ma la stessa regata. Non una linea di partenza diversa, ma la stessa linea di partenza.
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