Trieste, Potere al Popolo contro il centrosinistra: «Non cancellate chi ha costruito la protesta»

«Le piazze non sono un taxi: non ci si può salire a manifestazione finita per farsi portare al governo». È con queste parole che Potere al Popolo Friuli Venezia Giulia critica il PD e il campo largo, intervenendo sulle dichiarazioni di Mitja Gialuz dedicate alla partecipazione giovanile alle manifestazioni.
Al centro della nota c’è la frase pronunciata dal candidato sindaco sostenuto dal PD a Trieste Cafe: «Quando i giovani scendono in piazza, la democrazia è viva». Una valutazione che Potere al Popolo contesta sul piano politico, accusando il centrosinistra di celebrare la partecipazione senza riconoscere adeguatamente le ragioni della protesta e il lavoro dei suoi promotori.
«Quei giovani non erano in piazza per applaudire il campo largo»
Secondo Potere al Popolo, la mobilitazione del 30 ottobre non può essere letta come un segnale di consenso al centrosinistra. La formazione sostiene che i partecipanti fossero scesi in strada per contestare carovita, riarmo, spese militari e politiche di guerra, ponendo questioni che, nella sua lettura, coinvolgono anche le opposizioni.
«Quei giovani non fossero in piazza per applaudire il campo largo», si legge nella nota, che rivendica l’autonomia politica della manifestazione rispetto agli schieramenti impegnati nella competizione elettorale.
L’accusa rivolta al PD è quella di valorizzare l’immagine della piazza, lasciandone invece in secondo piano contenuti e rivendicazioni. «Una piazza autonoma dal campo largo, che non può diventare una passerella elettorale», afferma Potere al Popolo.
Il richiamo al ruolo dell’USB e al lavoro di organizzazione
Un punto centrale dell’intervento riguarda il riconoscimento di chi ha promosso la giornata. La nota ricorda che lo sciopero generale del 30 ottobre è stato proclamato dall’Unione Sindacale di Base, con l’adesione di altre organizzazioni sindacali, contro il carovita, l’economia di guerra, il riarmo e lo smantellamento dei diritti sociali.
A Trieste, sottolinea Potere al Popolo, l’USB ha organizzato il corteo mettendo insieme lavoratori, studenti e realtà sociali. Per la formazione politica, trascurare questo passaggio significa alterare il racconto della mobilitazione: «Cancellare questo lavoro significa riscrivere la storia di quella giornata».
Potere al Popolo rivendica inoltre il proprio contributo alla costruzione della protesta e richiama le difficoltà di rappresentanza che, a suo giudizio, incontrano le organizzazioni esterne agli schieramenti dominanti.
Le critiche al paragone con le proteste in Serbia
La presa di posizione affronta anche l’accostamento alle proteste studentesche in Serbia, contestando la sovrapposizione di contesti differenti.
Potere al Popolo sostiene che un simile confronto dovrebbe tenere conto delle possibili strumentalizzazioni geopolitiche e richiama quelli che considera interessi orientati a spingere la Serbia nell’orbita NATO. Si tratta della lettura politica espressa dalla formazione nella propria nota.
Il messaggio conclusivo torna sulla manifestazione triestina e sulla sua autonomia: «Al PD e al campo largo lasciamo le bandierine, le dichiarazioni di circostanza e le fotografie con le piazze altrui».
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