Trieste, allarme medici di base a Melara. Salvati: «Nessun nuovo inserimento dal 1° novembre»

Nessun nuovo medico di base previsto a Melara dal 1° novembre, mentre altri professionisti saranno disponibili in diverse zone di Trieste. È quanto denuncia il consigliere del PD Luca Salvati, che questa mattina ha partecipato a una conferenza stampa davanti allo studio del dottor Moretti, insieme ai residenti del rione. Al centro dell’iniziativa, la richiesta di garantire una successione al professionista e conservare un presidio sanitario ritenuto fondamentale per la popolazione della zona.
L’appello è rivolto ad Asugi e al sindaco Roberto Dipiazza. Accanto alla richiesta di intervento, emerge una proposta concreta: ridurre o azzerare le spese dello studio per incentivare un medico a insediarsi nel quartiere. I residenti potrebbero inoltre portare la questione direttamente in Consiglio comunale.
Salvati: «Asugi non ha mai risposto alle mie mail»
Il consigliere dem ricorda che la mobilitazione era iniziata già durante l’estate.
«Eravamo davanti allo studio del Dottor Moretti il 25 luglio per chiedere ad Asugi di mettere in campo tutte le azioni possibili per incentivare un medico di base a raccogliere il suo testimone», afferma Salvati, tornando sulle richieste avanzate nei mesi scorsi.
Secondo il consigliere, a quelle sollecitazioni non sarebbero seguiti i riscontri attesi: «Asugi non ha mai risposto alle mie mail».
La disponibilità di nuovi medici in altre zone della città dal 1° novembre, riferita durante l’iniziativa, riporta quindi l’attenzione sulla situazione di Melara, che secondo la denuncia rimane esclusa dai nuovi inserimenti.
Un servizio essenziale per gli anziani del rione
La preoccupazione riguarda Melara e le vicine vie Forlanini, Castiglioni e Marchesetti, dove, come evidenziato durante la conferenza stampa, risiedono molte persone anziane.
Per questa parte della popolazione, la presenza di un medico di medicina generale nel quartiere rappresenta un riferimento importante per l’accesso alle cure e per il rapporto continuativo con il proprio professionista.
La richiesta dei residenti è dunque quella di mantenere un medico sul territorio, evitando che venga meno un servizio di prossimità particolarmente rilevante per chi vive nella zona.
La proposta: abbattere i costi dello studio
Salvati chiede al sindaco di intervenire direttamente nei confronti dell’azienda sanitaria.
«Il sindaco Dipiazza si deve muovere per Melara, incalzando Asugi nella persona del direttore Poggiana affinché il rione conservi il suo ultimo presidio di medicina territoriale», sostiene il consigliere.
La proposta riguarda anche il locale che ospita lo studio medico. Salvati invita Dipiazza a chiedere ad Ater che lo spazio venga concesso senza spese oppure che i costi siano sostenuti da Asugi, Regione o Comune, così da rendere più conveniente l’insediamento di un professionista.
«Le soluzioni ci sono, serve solo la volontà politica», conclude.
Lo Spi Cgil richiama il tema della continuità delle cure
Alla conferenza stampa è intervenuto anche Stefano Borini, dello Spi Cgil, che ha collocato la vicenda nel quadro più ampio della carenza di medici di base.
Secondo Borini, si tratta di un’emergenza conosciuta alla quale la Giunta Fedriga non avrebbe dato risposte adeguate, intervenendo soltanto attraverso la possibilità, per i professionisti, di aumentare il numero dei pazienti assistiti.
Il referente sindacale sottolinea il diritto delle persone anziane, e più in generale dei residenti, ad avere un medico di medicina generale sul territorio. Richiama inoltre la situazione delle Case di Comunità, che, secondo quanto evidenziato nel suo intervento, non sono ancora a regime.
Borini sostiene che la presenza di medici a rotazione in queste strutture non possa assicurare la stessa continuità del rapporto e della cura personale garantita dal medico di base.
Una delegazione al prossimo Consiglio comunale
Dall’incontro è arrivata infine la proposta di accompagnare una delegazione di residenti al primo Consiglio comunale utile, per confrontarsi direttamente con il sindaco Dipiazza.
L’iniziativa, avanzata da Borini, è stata subito raccolta da Salvati. L’obiettivo è portare nelle sedi istituzionali la richiesta del rione e ottenere risposte sul futuro dell’assistenza medica di prossimità a Melara.
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