Trieste, Gialuz sul corteo: «Quando i giovani scendono in piazza, la democrazia è viva»

«Quando i giovani scendono in piazza, la democrazia è viva». Mitja Gialuz commenta così la manifestazione di venerdì 30 ottobre a Trieste, esprimendo apprezzamento per la partecipazione di giovani, lavoratori e studenti e invitando politica e istituzioni ad ascoltarne le richieste.
In un intervento pubblicato sui social, Gialuz descrive il corteo come una dimostrazione di partecipazione democratica, sottolineando il modo in cui i manifestanti hanno espresso le proprie idee.
«Una manifestazione bella e partecipata»
«Ieri Trieste ne ha dato una straordinaria dimostrazione, con una manifestazione bella e partecipata da tanti giovani, lavoratori e studenti, in grado di portare avanti le proprie idee in modo pacifico e composto», scrive Gialuz.
La sua valutazione mette al centro sia la presenza delle nuove generazioni sia le modalità della mobilitazione. Una partecipazione che, nelle sue parole, rappresenta un segnale di vitalità e una ragione di fiducia nel futuro.
«Riempie il cuore e dà grande speranza vedere tante ragazze e ragazzi mobilitarsi», aggiunge.
Carovita, ingiustizie sociali e richiesta di pace
Nel commentare le ragioni della protesta, Gialuz richiama le ingiustizie sociali, il problema del carovita e il desiderio di un mondo senza guerre.
Sono questi i temi che individua nella mobilitazione, interpretata come una richiesta di maggiore equità e di attenzione alle condizioni di vita delle persone.
Il suo messaggio lega quindi la partecipazione al corteo a questioni concrete, sulle quali sollecita una risposta da parte di chi ricopre responsabilità pubbliche.
L’appello alla politica: «Questa energia deve essere ascoltata»
Il passaggio centrale dell’intervento è rivolto alle istituzioni.
«Questa energia deve essere ascoltata e deve scuotere la politica e le istituzioni. I giovani ci sono, sono vivi e spesso sanno indicare le priorità da seguire», afferma Gialuz.
Un invito a riconoscere nelle richieste delle nuove generazioni un contributo al confronto pubblico e alla definizione delle scelte politiche.
Il riferimento alla Serbia e ai suoi studenti universitari
In chiusura, Gialuz allarga lo sguardo oltre la manifestazione triestina, richiamando la mobilitazione degli studenti in Serbia e la propria esperienza di docente.
«Ce lo hanno ricordato gli studenti in Serbia, me lo testimoniano ogni giorno i miei studenti all’Università», scrive.
Il riferimento conclude una riflessione che assegna ai giovani un ruolo attivo nella vita democratica: una presenza che, secondo Gialuz, deve trovare ascolto nelle istituzioni.
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