sabato 31 ottobre 2026
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Cronaca

Trieste, il falso carabiniere e la finta perita: tentata truffa a un’87enne, arrestata una donna

Luca Marsi·
Trieste, il falso carabiniere e la finta perita: tentata truffa a un’87enne, arrestata una donna

Una donna di 64 anni, originaria di Trani, è stata arrestata in flagranza dai Carabinieri a Trieste, con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso e violazione di domicilio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe cercato di ritirare denaro e gioielli a casa di un’anziana, presentandosi come una perita incaricata dalla Procura.

A interrompere il tentativo è stata una familiare convivente, insospettita dalla visita. Dopo la segnalazione, i militari si sono appostati nell’abitazione e hanno bloccato la sospettata quando è tornata per ritirare una busta contenente i valori.

L’operazione è stata condotta nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, insieme al personale della Stazione di Trieste Portonuovo.

La telefonata del falso carabiniere e la videochiamata

Il raggiro sarebbe iniziato nel pomeriggio, quando una donna di 87 anni residente a Trieste ha ricevuto una chiamata sul telefono fisso da un uomo che si è presentato come carabiniere.

La conversazione è poi proseguita in videochiamata sul cellulare della figlia dell’anziana. L’interlocutore avrebbe sostenuto falsamente che il documento d’identità dell’87enne fosse stato clonato e utilizzato per commettere un furto in gioielleria.

Con questo pretesto, avrebbe indotto la vittima a mostrare gioielli e denaro contante presenti in casa, annunciando quindi l’arrivo di una presunta perita incaricata di prelevare i valori per conto della Procura.

La richiesta del tesserino mette in fuga la visitatrice

Secondo quanto riferito dai Carabinieri, la donna si sarebbe introdotta nell’abitazione senza consenso. Una familiare convivente, insospettita, le ha chiesto di mostrare un tesserino di riconoscimento.

A quel punto la visitatrice, sentendosi scoperta, avrebbe lasciato rapidamente la casa.

È seguita la chiamata alla Centrale Operativa dei Carabinieri, che ha consentito ai militari di intervenire e predisporre un servizio all’interno dell’appartamento.

Il ritorno intorno alle 16 e l’arresto

Il tentativo, però, non si sarebbe concluso con il primo allontanamento. Il complice al telefono avrebbe insistito affinché i valori venissero consegnati alla sedicente perita.

Intorno alle 16, la sospettata si è presentata nuovamente all’ingresso dell’abitazione per ritirare la busta. Ad attenderla c’erano i Carabinieri appostati, che l’hanno immediatamente bloccata.

La 64enne è stata arrestata e condotta in carcere.

Il ruolo della prevenzione e delle segnalazioni

Il Comando Provinciale sottolinea come l’operazione sia stata resa possibile anche dalla crescente consapevolezza dei cittadini, alimentata dalle iniziative di prevenzione promosse dall’Arma.

Tra queste viene richiamato il recente rafforzamento della collaborazione tra il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trieste e la Curia vescovile.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per la persona indagata vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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