sabato 31 ottobre 2026
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Cronaca

Accoglienza musicale, Manni: «Per coinvolgere stranieri bisogna parlare anche inglese» (VIDEO)

Luca Marsi·
Accoglienza musicale, Manni: «Per coinvolgere stranieri bisogna parlare anche inglese» (VIDEO)

L’intrattenimento per i turisti stranieri richiede attenzione alla lingua, al repertorio e al rapporto con il pubblico. A sostenerlo è Mauro Manni, che durante la diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi ha invitato a sviluppare proposte musicali capaci di coinvolgere anche chi non comprende l’italiano.

Alla domanda su come far divertire un pubblico straniero, la risposta è stata immediata: «Si parla in inglese». Una considerazione accompagnata dal racconto delle proprie esperienze e da un richiamo alla necessità di pensare l’animazione in funzione delle persone presenti.

Un pubblico che richiede un approccio specifico

Secondo Manni, nel confronto cittadino sulla musica si ragiona frequentemente sulle abitudini dei residenti, mentre l’intrattenimento rivolto ai visitatori meriterebbe un approfondimento specifico.

«È un’animazione un po’ differente, l’animazione per il turista», ha spiegato. A cambiare sono anche il repertorio, il modo di presentare i brani e la capacità di stabilire un dialogo.

Manni ha portato l’esempio del lavoro svolto ad Arabba, sulle Dolomiti, dove incontra persone provenienti dall’Austria, dalla Germania, dalla Francia, dall’Ungheria e da altri Paesi. In quel contesto, ha raccontato, l’animazione viene condotta in italiano e anche in inglese.

Un’esperienza che considera utile per ragionare sull’evoluzione dell’accoglienza a Trieste.

L’ironia e le domande per creare un contatto

Nel suo racconto, parlare una lingua condivisa serve soprattutto a costruire una relazione. Chiedere da dove arriva una persona o quale sia il suo cantante preferito diventa un modo per inserirla nella serata.

Manni ha scherzato sul proprio «inglese austro-ungarico», spiegando di utilizzare anche l’ironia nell’interazione con gli ospiti.

Il punto è rendere comprensibile ciò che accade e permettere alle persone di partecipare, anziché limitarsi ad ascoltare una sequenza di canzoni.

I classici italiani richiesti anche dai giovani

Una parte dell’intervento è stata dedicata ai brani che, secondo la sua esperienza, ricevono maggiori richieste dal pubblico internazionale.

Manni ha citato Adriano Celentano, Al Bano e Romina Power, Eros Ramazzotti, accanto a gruppi conosciuti come i Beatles. Ha inoltre osservato che i classici italiani vengono richiesti anche da visitatori giovani.

«I giovani non chiedono brani nuovi, chiedono Celentano», ha raccontato riferendosi alle situazioni vissute durante il proprio lavoro.

Per l’animatore, questa familiarità rappresenta una risorsa: canzoni riconosciute da persone di provenienze diverse possono diventare un terreno comune e facilitare il coinvolgimento.

La proposta rivolta a Trieste è dare maggiore spazio a questa attenzione al pubblico internazionale, accompagnando la crescita dei visitatori con esperienze musicali pensate anche per loro.

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