Trieste, turismo e negozi aperti la domenica, Federalberghi chiede «un cambio culturale» (VIDEO)

L’accoglienza turistica a Trieste passa anche dagli orari dei negozi, dalle aperture domenicali e dalla disponibilità dei locali. È il tema posto da Maurizio Giudici, presidente di Federalberghi Trieste, durante la diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi.
«C’è bisogno di fare un po’ un salto di qualità come città rispetto al turismo e cambiare passo», ha dichiarato. Un cambiamento che, nella sua analisi, riguarda l’intero sistema cittadino e il modo in cui le attività rispondono alla presenza dei visitatori.
Le aperture come parte dell’offerta
Intervenendo sulle proposte di intrattenimento avanzate da Mauro Manni, Giudici ha collegato la musica nei locali a una riflessione più ampia sull’organizzazione dell’accoglienza.
«Vuol dire che la domenica i locali sono aperti, vuol dire che magari anche i negozi la domenica sono aperti», ha spiegato.
Il ragionamento riguarda la possibilità per chi visita Trieste di trovare servizi e attività effettivamente disponibili durante il soggiorno. La presenza dei turisti può tradursi in opportunità per il commercio quando esiste un’offerta accessibile e adeguata alle loro esigenze.
Gli acquisti entrano nell’esperienza del viaggio
Durante la trasmissione, Giudici ha riferito un dato richiamato nel confronto regionale: il 15% dei viaggiatori viaggerebbe anche per fare acquisti.
Il presidente di Federalberghi ha collegato questa osservazione al contributo portato da Tolon nel corso dell’assemblea, sottolineando come il commercio debba essere considerato parte dell’esperienza turistica.
«Per comprare dobbiamo avere un’offerta commisurata e coerente rispetto alla tipologia di turisti», ha affermato.
L’attenzione, quindi, riguarda sia le aperture sia il tipo di proposta: un’offerta commerciale capace di incontrare gli interessi delle persone che arrivano in città.
L’identità di Trieste resta centrale
Nella riflessione di Giudici, lo sviluppo dei servizi deve accompagnarsi alla tutela dell’identità cittadina. Il presidente degli albergatori ha descritto Trieste come un «salotto a cielo aperto», richiamando il valore dei suoi spazi e della sua atmosfera.
La presenza di locali con musica italiana e intrattenimento leggero può, secondo lui, contribuire a definire un’esperienza coerente con questa immagine.
«Dobbiamo incominciare a ragionare su come organizziamo il turismo», ha sottolineato, includendo nella riflessione anche il tipo di turismo che la città intende accogliere.
Il «cambio culturale» richiesto riguarda dunque la capacità di collegare le attività: alberghi, locali e negozi concorrono, ciascuno attraverso il proprio lavoro, alla qualità complessiva del soggiorno.
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