Solidarietà e sicurezza, Paglia (PD): «Destra ipocrita sui valori cristiani e fallimentare sulla sicurezza»
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«È davvero singolare che Roberti, esponente di una forza politica che ha fatto dei valori cattolici e della sicurezza due dei propri principali cavalli di battaglia elettorale, oggi trovi il modo di polemizzare persino con chi richiama al dovere della solidarietà, anziché interrogarsi sulle responsabilità di chi governa».
Lo dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Trieste, intervenendo sulle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sicurezza in risposta al vescovo Enrico Trevisi.
«Quando si tratta di raccogliere consenso, i valori cristiani vengono continuamente evocati. Quando però il vescovo richiama concretamente alla carità, all’accoglienza e alla dignità delle persone, quegli stessi valori diventano improvvisamente scomodi. Evidentemente, per Roberti, il messaggio evangelico va bene finché non mette in discussione le scelte politiche della destra».
«Ma c’è una contraddizione ancora più grave, ed è quella sulla sicurezza. Roberti denuncia l’occupazione non autorizzata di piazza Libertà, il degrado e gli episodi di violenza. Dimentica però di spiegare che cosa abbiano fatto concretamente le istituzioni governate dalla destra per affrontare le cause di questa situazione.
Da anni Trieste convive con il problema delle persone migranti costrette a vivere in condizioni indegne, senza una sistemazione adeguata. Eppure, anziché affrontare strutturalmente il problema, si continua a lasciare che ricada sulla città e sulle associazioni di volontariato.
Se si ritiene inaccettabile che piazza Libertà venga utilizzata per assistere persone senza un tetto, perché non si è provveduto a garantire loro un luogo dignitoso dove dormire, mangiare e ricevere assistenza?
È troppo facile lasciare che un problema si aggravi, non predisporre soluzioni e poi indignarsi per le conseguenze della propria inerzia».
«Roberti parla di sicurezza - prosegue Paglia - ma dovrebbe sapere che la sicurezza non si costruisce spostando le persone da una piazza all’altra, né ostacolando chi cerca di impedire che esseri umani vengano abbandonati per strada.
E trovo particolarmente grave il tentativo di insinuare che le associazioni utilizzino la solidarietà per perseguire altri fini. Chi distribuisce un pasto caldo, una coperta o presta assistenza non è il responsabile del problema: sta cercando di rimediare a ciò che le istituzioni non hanno saputo risolvere.
Se in piazza Libertà si sono verificati episodi di violenza e minacce, la risposta deve essere quella di garantire sicurezza a tutti, compresi i volontari, non di trasformare questi ultimi in bersagli politici.
La destra governa il Comune, la Regione e il Paese. Non può continuare a comportarsi come se fosse all’opposizione, denunciando problemi sui quali ha precise responsabilità di governo.
Il richiamo del vescovo Trevisi dovrebbe rappresentare un’occasione di riflessione per tutti. Invece Roberti sceglie ancora una volta la polemica ideologica, accusando la sinistra e le associazioni, senza indicare una sola soluzione concreta.
Noi chiediamo una cosa molto semplice: che le istituzioni si assumano finalmente la responsabilità di individuare strutture adeguate per l’accoglienza, garantire condizioni dignitose alle persone e restituire piena sicurezza e fruibilità a piazza Libertà.
Perché il vero fallimento non è quello di chi tende una mano a chi ha bisogno, ma di chi, pur avendo il potere e gli strumenti per intervenire, lascia irrisolti i problemi e poi pretende di impartire lezioni di sicurezza e solidarietà».
La segretaria conclude con una domanda rivolta direttamente a Roberti: «I valori cristiani e la sicurezza sono principi da rispettare anche quando impongono scelte difficili e responsabilità concrete, oppure sono soltanto slogan da utilizzare in campagna elettorale?»
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