mercoledì 12 agosto 2026
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Politica

Sinistra in Comune: "Stop alla vendita di azioni Hera!"

Luca Marsi·

Pubblichiamo da I candidati al Consiglio comunale di Sinistra in comune / Levica Iztok Furlanič e Fabio Feri

Spesso si sente dire “centrodestra e centrosinistra pari sono”. E sotto alcuni aspetti, spiace dirlo, l’affermazione ha più di un fondo di verità. Ad esempio quando si parla di azioni Hera.
 
Nel 2015 l’allora giunta di “centrosinistra” con i voti contrari della Federazione della Sinistra ha deciso di vendere circa 4 milioni di azioni Hera per poter in questo modo finanziare determinate opere pubbliche. Nel frattempo i conti (e di conseguenza il valore dei dividendi) di Hera s.p.a. sono ulteriormente migliorati, tant’è che quest’anno verranno distribuiti agli azionisti dividendi del valore di 11,0 centesimi di euro ad azione. Se la situazione del comune di Trieste fosse quella iniziale, quando era proprietario di circa 72.000.000 di azioni, il Comune incasserebbe oggi circa 7.920.000 euro di dividendi. Nel frattempo però scelte poco lungimiranti dei sindaci Cosolini (circa 4 milioni di azioni vendute) e soprattutto Dipiazza (13 milioni di azioni vendute!) hanno portato il nostro comune ad una partecipazione notevolmente inferiore, pari a circa 55 milioni di azioni (esattamente 55.569.983). Se in futuro persistessero, ma sono in continuo miglioramento, i dati del 2021 del bilancio di Hera s.p.a., con 72.000.000 di azioni il Comune avrebbe incamerato, come detto sopra, 7.920.000 €, invece nel 2021 ne porterà a casa solamente 6.112.698,13 con una perdita netta di 1.807.301,87 €. E questo ogni anno!
 
Questi i dati:
 
Nel 2019 i dividendi valevano 0,10 €
 
nel 2020 ulteriore rialzo dei dividendi Hera a 0,11 €
 
e l’obiettivo di Hera è arrivare a 13 centesimi nel 2024!
 
Pertanto con i dati 2020:
 
se il Comune di Trieste avesse ancora 72.000.000 di azioni: tesoretto annuo di 7.920.000 €, invece con 55.569.983 azioni: valore 6.112.698,13 €
 
Di conseguenza nel 2020 si sono persi: 1.807.301,87 €. E la perdita nel 2021 sarà quasi sicuramente superiore, sfiorando i due milioni di euro! A fronte di una situazione prospera sia di AcegasApsAmga che di Hera che nello stesso periodo vantano utili in crescita rispettivamente di 45,5 milioni e di 322,8 milioni di euro.
 
Che la responsabilità vada cercata anche altrove, a chi con politiche scellerate ha portato i comuni alla canna del gas, su questo non vi è alcun dubbio. Ma fino a quando si continuerà a ragionare solo a breve termine le cose non miglioreranno. Il continuo processo di vendita di azioni Hera ha portato ad un’altra conseguenza secondo noi molto negativa. La partecipazione pubblica all’interno della società bolognese è infatti scesa sotto la soglia del 50%. Da proprietari a casa nostra con la municipalizzata Acegat si è passati prima ad un’azienda parzialmente controllata da noi (Acegas) per concludere la parabola con un’azienda sulla quale tra qualche anno il pubblico non avrà il minimo controllo. E coi risultati referendari sull’acqua pubblica si sono..lavati le mani.
 
Sinistra in Comune - Levica si pone quindi come impegno da portare in Consiglio Comunale la battaglia per la ripubblicizzazione della propria multiservizi, in linea a quanto sta succedendo in molti comuni di Italia e come è già stato fatto in molte città europee a cominciare da Parigi, Berlino e Barcellona. Una battaglia che dovrà arrivare fino in Parlamento nel sostegno al progetto di legge del Forum dell’Acqua per la ripubblicizzazione delle multiutility, presentato oramai nel 2018 e mai voluto discutere da questo Parlamento. Intanto Sinistra in Comune – Levica si impegna a non vendere nemmeno un’azione Hera se governerà questa città.

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