Trieste riabbraccia il suo gigante degli abissi: il Batiscafo trova casa al Museo de Henriquez

Il Batiscafo Trieste torna definitivamente a casa. Settantatré anni dopo il primo varo e a un anno dal bagno di folla che nell’ottobre 2025 aveva accompagnato il suo ritorno in Piazza Unità d’Italia, è stato inaugurato il nuovo allestimento permanente dell’Hangar 8 del Civico Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”, in via Cumano 22.
Al centro dello spazio campeggia la fedele riproduzione in scala 1:1 del leggendario mezzo che ha scritto una delle pagine più affascinanti della storia dell’esplorazione degli abissi. Non più un’installazione temporanea, dunque, ma una presenza stabile all’interno di un percorso museale immersivo e altamente tecnologico. Da sabato 3 ottobre il nuovo allestimento è visitabile dal pubblico.
Marie-Laure Piccard ospite d’onore a Trieste
A rendere ancora più significativo il taglio del nastro è stata la presenza di Marie-Laure Piccard, nipote del fisico Auguste Piccard e figlia di Jacques Piccard, i due visionari che progettarono e testarono il mezzo negli abissi.
«Questa serata è veramente particolare: è una storia di scienza, coscienza e amicizia», ha dichiarato Marie-Laure Piccard.
Nel suo intervento ha individuato tre grandi traguardi: la realizzazione del Batiscafo Trieste, capace di unire idealmente diverse realtà italiane, l’immersione record nella Fossa delle Marianne e, infine, il ritorno del mezzo nella città alla quale è profondamente legata la sua storia.
«Stasera siamo di fronte a tre record», ha spiegato, esprimendo la propria emozione nel poter ammirare a Trieste la versione originale bianca del Batiscafo riprodotta nel nuovo allestimento.
«Grazie a Trieste per l’emozione di essere qui e complimenti per questo luogo meraviglioso, che avete fatto rivivere per regalarlo alle generazioni future e ridare anche un senso alla storia».
Il sogno di Giorgio Rossi diventato realtà
L’inaugurazione ha avuto anche un momento particolarmente intenso nel ricordo di Giorgio Rossi, assessore alla Cultura del Comune di Trieste scomparso improvvisamente la scorsa estate e tra i principali promotori del progetto.
«È molto strano essere qui senza Giorgio Rossi a inaugurare quello che è stato uno dei suoi ultimi grandi sogni», ha ricordato Stefano Bianchi, responsabile dei Musei Storici del Comune di Trieste.
Bianchi ha sottolineato il filo ideale che lega Diego de Henriquez, capace negli anni Cinquanta di convogliare energie e risorse intorno al progetto dei Piccard, allo stesso Rossi, che ha lavorato affinché la riproduzione in scala 1:1 potesse diventare realtà.
Nel corso della cerimonia è stato inoltre ricordato che il presidente della Barcolana Mitja Gialuz ha deciso di intitolare per sempre a Giorgio Rossi il “Premio Batiscafo Trieste”, dedicato all’innovazione nella progettazione nautica.
Un viaggio immersivo verso il fondo dell’oceano
Il nuovo Hangar 8 non propone semplicemente l’esposizione di una gigantesca riproduzione. L’intero ambiente è stato concepito per accompagnare il visitatore in una sorta di discesa verso le profondità marine, attraverso luci, suoni, immagini, ricostruzioni e contenuti multimediali.
L’ingresso avviene attraverso la suggestiva Galleria degli Abissi. Alzando lo sguardo, il pubblico si trova sotto volte modellate a forma di onde marine, mentre fotografie d’archivio, oggetti storici e supporti multimediali introducono alla storia delle esplorazioni subacquee e della ricerca scientifica.
Anche il pavimento partecipa alla narrazione: due differenti tonalità di blu sono state utilizzate per simulare cromaticamente la progressiva discesa verso il fondo degli oceani.
Auguste e Jacques Piccard rivivono attraverso un ologramma
Uno degli elementi più spettacolari dell’allestimento è la postazione olografica dedicata ad Auguste e Jacques Piccard.
Nella penombra dell’Hangar i due protagonisti dell’impresa sembrano materializzarsi per raccontare al pubblico la loro straordinaria avventura. Il percorso ripercorre i momenti precedenti al varo, la pressione oceanica esercitata sulla cabina in acciaio e le emozioni vissute durante le immersioni.
Storia e tecnologia si incontrano così in un’esperienza pensata non soltanto per mostrare il Batiscafo, ma per far entrare il visitatore nella sua epopea.
Il gigante degli abissi domina l’Hangar 8
Poi arriva il cuore dell’intero percorso.
Al centro dell’Hangar campeggia la replica in scala reale del Batiscafo Trieste. Sulla superficie esterna vengono proiettati speciali contenuti multimediali che consentono di osservare idealmente la struttura interna e il funzionamento del mezzo.
Alle sue spalle una grande proiezione ricostruisce invece le immersioni che hanno consegnato il Batiscafo alla storia.
Le dimensioni rendono immediatamente l’idea della monumentalità dell’opera: 15,40 metri di lunghezza, 3,5 metri di diametro e 8,5 metri di altezza.
La ricostruzione è stata realizzata basandosi sui disegni storici originali e riproduce il mezzo varato nel 1953.
Da Trieste fino a 10.916 metri sotto il mare
La storia del Batiscafo conduce inevitabilmente alle grandi imprese negli abissi.
Il 30 settembre 1953, al largo dell’isola di Ponza, il mezzo raggiunse i 3.150 metri nella Fossa del Tirreno.
Nel 1960 arrivò l’impresa destinata a entrare nella storia mondiale: la discesa nella Fossa delle Marianne fino a 10.916 metri di profondità, con a bordo Jacques Piccard e il tenente Don Walsh.
Una straordinaria avventura scientifica e tecnologica che conserva un legame profondo con Trieste, dove lo scafo fu costruito nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico.
Oggi quella storia torna a vivere stabilmente nella città.
Il Rolex degli abissi e il cinema dedicato all’impresa
Il percorso riserva altre sorprese. In un ambiente semioscurato adiacente al Batiscafo è stata collocata una speciale teca autoilluminata che custodisce la fedele riproduzione del Rolex Deep Sea Special, l’orologio sperimentale che accompagnò l’immersione record negli abissi.
Accanto all’esposizione trova inoltre spazio una sala cinematografica destinata alla proiezione permanente del docufilm “Operazione Batiscafo Trieste”, commissionato dal Comune di Trieste, scritto e diretto dal regista Massimiliano Finazzer Flory.
Il Batiscafo diventa patrimonio permanente della città
Con l’apertura dell’Hangar 8 si chiude così simbolicamente un lungo viaggio.
Il Batiscafo non è più soltanto protagonista di un’esposizione temporanea, ma entra stabilmente nel patrimonio museale cittadino attraverso un allestimento che intreccia storia, scienza, innovazione, tecnologia e avventura.
Il nuovo spazio rende contemporaneamente omaggio alla figura di Diego de Henriquez, legato da rapporti di amicizia ad Auguste e Jacques Piccard, e rafforza il legame tra Trieste e una delle imprese più importanti nella storia dell’esplorazione oceanica.
La nuova sezione dedicata al Batiscafo rappresenta inoltre il primo nucleo permanente e visitabile del nuovo allestimento complessivo degli Hangar 8 e 10, dedicati alla Seconda guerra mondiale e al secondo dopoguerra.
Quando visitare il nuovo Batiscafo Trieste
Da sabato 3 ottobre il nuovo allestimento è aperto al pubblico al Museo de Henriquez.
Fino al 13 ottobre sarà visitabile da mercoledì a domenica, dalle 10 alle 18. Dal 14 ottobre al 31 marzo, invece, l’orario sarà dalle 10 alle 17, sempre con chiusura nelle giornate di lunedì e martedì.
Trieste ritrova così uno dei simboli più potenti della propria storia scientifica e tecnologica. Un gigante nato per scendere dove l’uomo non era mai arrivato prima che, dopo avere conquistato gli abissi, ha finalmente trovato la propria casa definitiva.
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