Settima Circoscrizione, si dimette il giovane Matteo Lakošeljac e attacca tutti

Matteo Lakošeljac annuncia di aver inviato le dimissioni da consigliere di circoscrizione a Trieste e affida a un post su Facebook le ragioni della propria decisione. Un messaggio nel quale rivendica il rapporto con gli elettori, respinge le accuse di cercare visibilità elettorale e collega la scelta a diversi episodi, richiamando in particolare le reazioni alle sue dichiarazioni sui gettoni di presenza.
«Ho mandato le dimissioni da consigliere di circoscrizione. Ho la coscienza pulita con chi mi ha votato», scrive. L’annuncio riguarda quindi l’invio delle dimissioni: nel post non vengono forniti ulteriori dettagli sull’iter istituzionale.
Lakošeljac chiarisce inoltre di voler continuare a fare politica, proseguendo il proprio impegno al di fuori degli incarichi istituzionali.
La decisione e il messaggio agli elettori
Il primo riferimento del consigliere è a chi lo ha sostenuto con il voto. Nel comunicare la scelta, Lakošeljac rivendica la coerenza del proprio comportamento e sottolinea di non attribuire un interesse personale al compenso legato all’attività politica.
«Lo stipendio da politico non mi interessa nulla e non mi cambia la vita», afferma nel post.
Sono parole con cui presenta le dimissioni come una decisione maturata sul piano politico e personale. Il messaggio non indica nomi di interlocutori o destinatari specifici delle critiche, ma lascia emergere una forte distanza rispetto al contesto nel quale ha svolto il proprio incarico.
«Mi accusano di farmi campagna elettorale»
Una parte dell’intervento è dedicata alle contestazioni che Lakošeljac riferisce di aver ricevuto.
«Mi accusano di farmi campagna elettorale, ma non me ne frega minimamente», scrive, respingendo questa lettura del proprio comportamento.
Alla critica contrappone la rivendicazione di essersi sempre esposto pubblicamente: «Ho sempre messo la faccia e ho sempre detto le cose come stanno, a differenza di altri che fanno finta».
Il passaggio mantiene un tono polemico, senza però precisare a chi si riferisca. Lakošeljac difende così il proprio modo di intendere l’impegno pubblico e rifiuta di ricondurre le prese di posizione a una strategia elettorale.
Il nodo dei gettoni di presenza
Tra le ragioni richiamate nel post figura il tema dei gettoni di presenza, sul quale il consigliere sostiene di aver voluto informare i cittadini.
«Ho deciso di andarmene dopo vari episodi, non solo dopo aver detto chiaramente come funzionano i gettoni di presenza», precisa. Una puntualizzazione che esclude, nella sua ricostruzione, una causa unica alla base delle dimissioni.
«Sono dati pubblici, non segreti. Ma a qualcuno non è piaciuto che li mettessi in evidenza», aggiunge.
Il post non riporta importi, documenti o dettagli sulle reazioni contestate. La posizione espressa da Lakošeljac riguarda la legittimità di portare all’attenzione pubblica il funzionamento dei compensi e la sua valutazione delle risposte ricevute.
La critica al sistema e il richiamo ai soldi pubblici
Il punto più netto del messaggio è il giudizio sull’ambiente dal quale ha deciso di uscire.
«Preferisco uscire piuttosto che restare dentro un sistema che si arrabbia quando qualcuno spiega ai cittadini come vengono usati i soldi pubblici», scrive.
È una valutazione politica formulata da Lakošeljac, che nel post non viene accompagnata da riferimenti a singole persone o da contestazioni circostanziate di irregolarità. Il centro della sua critica resta il rapporto tra trasparenza, informazione ai cittadini e reazioni interne alla vita istituzionale.
«Continuerò a fare politica»
L’annuncio delle dimissioni non coincide con un abbandono dell’attività politica. Nella parte conclusiva del messaggio, Lakošeljac dichiara infatti di voler mantenere una presenza nel dibattito pubblico.
«Continuerò a fare politica e a far valere le mie opinioni fuori dai luoghi istituzionali, senza essere pagato dai cittadini».
Il post non anticipa nuove iniziative o eventuali percorsi elettorali. Fissa invece una scelta: lasciare l’incarico circoscrizionale e continuare a esprimere le proprie posizioni dall’esterno delle istituzioni.
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