Movida a Trieste, Luca Zini: «Servono spazi per i giovani, non basta reprimere il divertimento» (VIDEO)

Più spazi per il divertimento dei giovani e maggiore attenzione alla movida di Trieste, tenendo conto anche del diritto dei residenti al riposo. È l’appello lanciato da Luca Zini di Mashup durante la diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi, alla quale hanno partecipato anche Piero Camber e Max de Palma.
Interrogato sul rapporto tra la politica cittadina e le nuove generazioni, Zini ha portato il punto di vista di chi lavora nel mondo degli eventi e incontra quotidianamente un pubblico giovane. Tra le questioni sollevate anche quella delle deroghe musicali, tema che, ha ricordato, era già stato affrontato nelle precedenti dirette.
«La movida è sottovalutata dalle istituzioni in generale, dovrebbe essere valutata di più e avere una maggiore attenzione», ha affermato.
«Rispettare i residenti, ma dare spazio ai giovani»
Zini ha riconosciuto l’esigenza di tutelare chi vive nelle zone interessate dalla vita notturna. «Bisogna rispettare le persone più anziane, bisogna rispettare le persone durante la notte», ha detto, chiedendo allo stesso tempo spazi e regole capaci di includere il divertimento dei giovani.
Secondo l’organizzatore, l’assenza di luoghi dedicati non cancella il bisogno di ritrovarsi. «Non è che se non ci sono i locali e reprimi con delle regole non si sfogano: si sfogano in altri modi», ha osservato.
Nel suo intervento Zini ha ricordato alcuni luoghi del divertimento triestino frequentati dalla sua generazione, citando Ausonia, Mandracchio, la diga e Colonial. La riduzione degli spazi, nella sua lettura, ha cambiato anche il modo in cui i ragazzi trascorrono le serate.
Il confronto tra locali e piazze
Zini ha sostenuto che nei locali esistevano maggiori possibilità di controllo e la presenza di personale addetto alla sicurezza. Oggi, ha aggiunto, molti giovani si ritrovano nelle piazze anche nelle ore più tarde.
L’esponente di Mashup ha precisato di non voler stabilire un collegamento diretto con i disordini avvenuti a Milano, richiamati durante la trasmissione. Il suo invito è invece a considerare il tema degli spazi di aggregazione all’interno di una riflessione più ampia sul rapporto tra giovani, città e istituzioni.
«Bisogna fare attenzione a questo», ha concluso, chiedendo che la questione del divertimento venga affrontata insieme alle altre esigenze della comunità.
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