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Politica

Rotta Balcanica, affondo FSP Polizia:“E la Slovenia cosa fa ? Non c’è nessuno che lo sa“

Luca Marsi·
Pubblichiamo dal segretario generale provinciale FSP POLIZIA DI STATO ALESSIO Edoardo
 
Dalla nota canzone per i bambini, che ben si addice alla attuale situazione migratoria della rotta balcanica, continuiamo a veder arrivare “stormi” di migranti sul territorio italiano varcando il confine tra Slovenia e Italia senza particolari problemi o impedimenti.
 
Orami rassegnati dalla inerzia del Governo italiano, che sembra non cogliere le problematiche e le difficoltà emergenziali della situazione migratoria nord orientale, ci chiediamo sempre più insistentemente cosa stia facendo il primo stato firmatario degli accordi di Schengen e Dublino sul tema migratorio in casa loro.
 
Come è noto, ma forse il nostro Ministero degli Esteri non coglie, è la Slovenia che dovrebbe farsi carico delle incombenze della rotta balcanica, eseguendo qui lavori di contrasto migratorio irregolare ed espletando tutte le formalità di rito sul tema, e perché no, aiutati poi non solo dagli italiani, ma da tutti i paesi europei, per un collocamento degli aventi diritto di asilo o protezione umanitaria omogeneo e coerente con le promesse UE, da sempre disattese.
 
In realtà, sembra, che le cose non siamo propriamente così, visti i numeri crescenti di arrivi nel nostro territorio sguarnito di uomini e mezzi per affrontare una simile emergenza e privo di organizzazione logistica per sveltire le pratiche documentali del caso.
Vorremmo sapere come è possibile che tali numeri di migranti, giriamo attorno ai 250/300 ingressi settimanali nel nostro paese da questo confine, possano attraversare senza essere notati in Slovenia e fermati durante il tragitto verso l’Italia.
 
Le due visite a Lubiana del nostro Ministro degli Esteri su questo punto non hanno portato grandi benefici e nemmeno le attività di pattuglie miste applicate, o per dir meglio mal applicate, sul territorio non hanno dato, né negli anni precedenti e tanto meno ora, risultati apprezzabili, visto e considerato che tutto ciò andrebbe fatto sul il confine Croato.
 
Le F.O., cioè la Polizia di Frontiera, in questo caso, è ormai allo strenuo delle forze attendendo da mesi rinforzi e sopratutto una sede dignitosa dov’è poter espletare le pratiche di riconoscimento dei migranti, costretti in container e in luoghi non idonei, oltre si con varie sedi delocalozzate in caso di maxi rintracci sul territorio.
 
Questa O.S. Ha chiesto da anni un Hot Spot attrezzato che sarebbe, vista l’impossibilità di farsi rispettare in sede internazionale, un tocca sana per poter, se non altro, riuscire ad accentrare il lavoro dei colleghi alleggerendone il peso e dando anche più sicurezza, anche sul tema sanitario, proprio in relazione anche della situazione pandemica COVID-19.
 
Per l’ennesima volta cerchiamo, con questa rivendicazione, di far aprire gli occhi al Viminale e alla Farnesina sperando in un maggior impegno per risolvere questa gravosa situazione.

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