Prende forma il Dpcm Natale, restrizioni da vigilia a Befana: attesa conferenza Conte
Sono trascorse cinque ore dall’inizio del confronto a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione e il ministro Boccia. Il Governo ha deciso di intraprendere la linea dura. Dal 24 dicembre al 6 gennaio zona rossa nazionale nei festivi e prefestivi, zona arancione per i restanti giorni.
Atteso ora il confronto con le Regioni. Restano alcuni nodi da sbrogliare: deroghe per i minorenni, che non verrebbero contati nei due soggetti esterni che il governo consiglia come limite di ospiti oltre al nucleo familiare convivente. Nel pomeriggio le nuove misure verranno sottoposte al Consiglio dei Ministri, per diventare formalmente decreto. Dalle le 19, così, il presidente del Consiglio comunicherà al Pese i limiti per queste feste natalizie.
Articoli correlati
PoliticaMadonnina di Gretta, Dell’Agata: «Identificato il responsabile dei recenti episodi di vandalismo, straniero»
Arriva un aggiornamento sulla situazione della Madonnina di Gretta , al centro negli ultimi giorni di segnalazioni e preoccupazioni da parte dei residenti. A darne notizia è Giampiero Dell’Agata , che riferisce dell’identificazione, da part
PoliticaMcDonald’s sulle Rive, Caterina Conti: «Trieste dovrebbe valorizzare tradizioni, prodotti e cultura»
Il possibile arrivo di un nuovo McDonald’s sulle Rive di Trieste, negli spazi dello Spiller , continua ad alimentare il dibattito sul futuro commerciale e sull’identità del centro cittadino. A intervenire è Caterina Conti , che pone una dom
PoliticaFrancesco Russo boccia l'ipotesi di modificare i confini con Muggia: «Sciocchezza gigantesca» (VIDEO)
La proposta di modificare i confini tra Trieste, Muggia, Domio e Aquilinia è stata affrontata anche durante la trasmissione "Un capo in B", andata in onda dal Pedocin e condotta da Elisabetta Batic. Francesco Russo ha espresso una netta con
PoliticaChiusura Atos, Laterza: «Quante aziende dobbiamo ancora perdere prima che industria diventi priorità?»
La decisione di Atos di fermare la produzione nello stabilimento triestino attivo nel settore dell’elettroidraulica e di prospettare agli 11 lavoratori rimasti il trasferimento in provincia di Varese apre un nuovo fronte politico sul futuro
