lunedì 26 ottobre 2026
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Politica

Piazza Libertà, Moro «Togliere cibo è disumano», Mina «Bisogna far rispettare le regole» (VIDEO)

Luca Marsi·
Piazza Libertà,  Moro «Togliere cibo è disumano», Mina «Bisogna far rispettare le regole» (VIDEO)

Piazza Libertà, il futuro del Porto Vecchio e il corteo del 30 ottobre contro carovita e riarmo: sono i temi al centro del confronto tra Elisa Moro, co-coordinatrice provinciale di AVS per Sinistra Italiana, e Sergio Mina, consigliere della IV Circoscrizione della Lega, ospiti della diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi.

Le posizioni più distanti emergono sulle limitazioni alla distribuzione dei pasti ai migranti e sulle spese per la difesa. Sul Porto Vecchio entrambi guardano allo sviluppo dell’area, ma con priorità differenti: Moro chiede una valutazione ambientale completa e più partecipazione, mentre Mina sostiene il progetto Costim e ne sottolinea le opportunità per la città.

Piazza Libertà, Mina: «Sicurezza e regole»

Il confronto si apre sulla distribuzione dei pasti ai migranti in piazza Libertà e sulle limitazioni previste per il fine settimana. Mina difende le scelte adottate dalle autorità competenti in materia di ordine pubblico e richiama la necessità di rendere la piazza accessibile a tutti.

«Io ritengo che la piazza sia la porta d’ingresso di Trieste e quindi deve essere fruibile, ordinata e accessibile a tutti, non solamente a determinate persone», afferma. «È giusto garantire la sicurezza e far rispettare le regole».

Il consigliere della Lega sostiene che occorra evitare il ripetersi di episodi di violenza, spaccio e minacce. Per quanto riguarda l’assistenza, propone di organizzare la distribuzione dei pasti in spazi dedicati, da individuare, a suo avviso, da parte del Comune.

Quei luoghi, aggiunge, dovrebbero garantire servizi igienici, pulizia e coordinamento degli accessi. «Ben venga il fatto di andare a identificare degli spazi dove si possa somministrare il cibo a queste persone», ribadisce nella replica, richiamando anche il rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Moro: «Togliere il cibo agli affamati è disumano»

La valutazione di Elisa Moro sulle limitazioni è opposta. «A mio avviso togliere il cibo agli affamati è un’azione disumana», dichiara, sostenendo di non vedere una correlazione tra il divieto di distribuire pasti nel fine settimana e la sicurezza.

Per la rappresentante di AVS, il problema richiede una soluzione strutturale. Moro propone di riaprire l’ex mercato di via Gioia e trasformarlo in un centro di bassa soglia, con personale e spazi dove le persone possano mangiare, ripararsi e attendere gli appuntamenti in Questura.

«Non credo che la soluzione alla sicurezza sia togliere il cibo a chi non ne ha nel fine settimana. Credo che la soluzione sia aprire questi spazi di bassa soglia e gestire la situazione», afferma.

Moro sostiene inoltre che le difficoltà siano note da tempo e chiede perché si intervenga ora con queste misure. A suo giudizio, se l’amministrazione si facesse carico della situazione attraverso uno spazio dedicato, diminuirebbe anche la presenza di persone costrette a restare in piazza.

La replica sulle responsabilità politiche

Mina respinge l’idea che l’obiettivo sia privare qualcuno del cibo. «Non si tratta di portare via il cibo, qua si tratta di evitare che le persone delinquano, di evitare che ci siano risse, spaccio, episodi di violenza», replica.

Il consigliere contesta inoltre la messa in discussione dell’operato di prefetto e questore, richiamando il loro compito di garantire sicurezza e ordine pubblico.

Moro precisa che, da parte sua e della propria area politica, non vi è stato un attacco a prefetto e Questura. Ritiene però che la questione abbia anche una dimensione politica, richiamando le posizioni espresse pubblicamente dall’assessore regionale Pierpaolo Roberti.

«Non stiamo negando che determinate situazioni ci siano in piazza Libertà», aggiunge. La soluzione, secondo Moro, è offrire alle persone un luogo in cui stare, così da affrontare le condizioni di precarietà e favorire un percorso di integrazione.

Porto Vecchio, Moro: «Contestiamo il metodo»

Il confronto si sposta poi sul progetto Costim per il Porto Vecchio. Moro chiarisce di essere favorevole allo sviluppo dell’area, ma critica il modo in cui il percorso viene portato avanti.

«Non è questione di voler bloccare un progetto, anzi siamo sicuramente favorevoli allo sviluppo del Porto Vecchio. Io credo che qui noi stiamo contestando però un metodo», spiega.

La rappresentante di AVS chiede un maggiore coinvolgimento di cittadini e opposizioni e richiama le osservazioni delle associazioni ambientaliste, tra cui WWF, Legambiente e Porto Chiaro. Per Moro è imprescindibile una valutazione dell’impatto ambientale dell’intero progetto, oltre a una partecipazione effettiva della città alle scelte.

Nel suo intervento cita inoltre un’operazione da 620 milioni di euro, di cui 160 milioni di interventi pubblici e 460 privati. Cifre richiamate da Moro per sostenere la necessità di conoscere e discutere come sarà realizzato lo sviluppo dell’area.

Mina: «Il progetto va portato avanti»

Sergio Mina esprime invece un sostegno deciso al progetto. «Indubbiamente sono favorevole affinché il progetto Costim continui, perché si parla di riqualificare un’area importantissima della città», afferma.

Il consigliere richiama il recupero degli edifici storici e la prospettiva di un nuovo quartiere affacciato sul mare, con negozi, uffici, strutture sportive e spazi pubblici. A suo avviso, la trasformazione può valorizzare il patrimonio cittadino e diventare «un volano per l’economia e per il turismo».

Pur sottolineando la necessità di tutelare l’interesse pubblico, Mina conclude: «È un progetto sostenuto, va portato avanti».

Due idee per il futuro del Porto Vecchio

Alla domanda su come immaginino l’area nei prossimi anni, Moro mette al centro ricerca, università, lavoro e residenze pubbliche. La sua preoccupazione è che il nuovo quartiere possa diventare accessibile soltanto a chi può permettersi abitazioni o affitti costosi.

«Vorremmo che questa parte della città venga vissuta dai giovani, dagli studenti, da chi non ha uno spazio per ritrovarsi», afferma, proponendo di ascoltare anche le esigenze culturali dei ragazzi e di considerare la sostenibilità ambientale nella rigenerazione.

Mina richiama invece l’illustrazione del progetto presentata dall’assessore Everest Bertoli e parla di spazi verdi, di una spiaggia e dell’elettrificazione delle banchine. «Io sogno un Porto Vivo che sia fruibile non solo per i turisti, ma anche per noi triestini», dice, esprimendo fiducia sul risultato.

Corteo del 30 ottobre, Moro: «Saremo in piazza»

Sul terzo tema, lo sciopero generale e il corteo di venerdì 30 ottobre, le posizioni tornano a dividersi.

Elisa Moro annuncia la partecipazione di Alleanza Verdi e Sinistra. «Noi come Alleanza Verdi Sinistra saremo in corteo», afferma, collegando la mobilitazione al carovita, alla richiesta di salari dignitosi, agli affitti, alle condizioni delle scuole e alla precarietà.

A queste rivendicazioni Moro affianca la contrarietà al riarmo: secondo la sua valutazione, l’aumento delle risorse destinate alla difesa si pone in contrasto con le difficoltà delle famiglie e con le necessità della sanità. Nell’intervento cita alcune cifre sulla spesa militare presente e futura come parte della propria argomentazione politica.

Mina: «Diritto di manifestare, ma non aderisco»

Sergio Mina spiega che venerdì lavorerà e non prenderà parte al corteo. Riconosce il diritto di manifestare pacificamente e considera legittime le richieste di sostegno al potere d’acquisto e di alleggerimento del peso fiscale sui salari.

Non condivide invece la posizione della manifestazione sul riarmo. «Garantire la sicurezza del Paese e rispettare gli impegni internazionali sono delle responsabilità essenziali», sostiene, aggiungendo che queste devono accompagnarsi a una forte politica diplomatica.

La conclusione è netta: «Non aderisco alla piattaforma politica del corteo».

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