Manifesti del Blocco Studentesco davanti alla Don Milani: «Partito Democratico vergogna d’Italia»

Manifesti con la scritta «Partito Democratico vergogna d’Italia» sono stati affissi nella notte tra il 21 e il 22 ottobre all’esterno della scuola statale Don Milani di Trieste. A rivendicare l’iniziativa è il Blocco Studentesco Trieste, che la presenta come una risposta alle critiche del Pd provinciale sull’intitolazione della palestra scolastica a Sergio Ramelli, avvenuta lo scorso 10 ottobre.
L’azione riporta al centro del confronto il significato della commemorazione e la scelta di dedicare a Ramelli uno spazio all’interno di una scuola.
La rivendicazione dell’iniziativa
Nel comunicato diffuso dal gruppo, l’affissione viene definita un’«azione simbolica», organizzata in seguito alle perplessità espresse dal Partito Democratico sull’opportunità dell’intitolazione.
Il messaggio scelto per i manifesti contiene un attacco diretto al Pd. Nella nota, il Blocco Studentesco sostiene invece la necessità di ricordare Ramelli nelle scuole, presentandolo come una vittima della violenza politica.
«Ricordarlo significa rendere omaggio a una vittima»
«Sergio Ramelli era uno studente di diciotto anni, ucciso nel 1975 a Milano per le sue idee», scrive il Blocco Studentesco. «Ricordarlo, nelle scuole e tra i giovani, significa rendere omaggio a una vittima della violenza politica».
Il gruppo lega quindi la commemorazione alla memoria di una stagione della storia italiana segnata dalla violenza. «Sergio è il simbolo di una stagione di violenza e, in quanto tale, legato alla storia d’Italia», prosegue la nota.
Da questa lettura nasce la contestazione rivolta a chi mette in discussione l’intitolazione: secondo il Blocco Studentesco, tale posizione finirebbe per introdurre «una distinzione tra vittime di serie A e vittime di serie B».
L’attacco al Pd e il richiamo alle scuole
Nella parte conclusiva del comunicato, il gruppo accusa i propri interlocutori di strumentalizzare le commemorazioni a fini elettorali. Si tratta della posizione espressa dal Blocco Studentesco nel rivendicare l’iniziativa davanti alla Don Milani.
«Non accettiamo lezioni di morale», afferma il gruppo, che chiude il messaggio con un ulteriore slogan: «Le scuole appartengono agli studenti, non ai partiti!».
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