Il bilancio del progetto "Sicuri" per rifugiati e migranti: 1.572 intercettati e oltre 50 percorsi psicologici (VIDEO)

Presentato questa mattina negli spazi della Moschea il report annuale del progetto di supporto e integrazione dedicato a rifugiati e migranti "Sicuri" promosso in collaborazione tra l'Associazione Culturale Islamica, ICS e DONK. L'iniziativa ha mostrato come un approccio integrato, basato sull'ascolto e sul lavoro di rete, sia fondamentale per rispondere alle esigenze complesse delle persone più vulnerabili. Nel periodo compreso tra ottobre 2025 e ottobre 2026, il progetto è riuscito a intercettare e supportare un totale di 1.572 persone uniche. La maggioranza della popolazione assistita è composta da uomini, che rappresentano l'83% del totale con 1.304 presenze, mentre le donne costituiscono il restante 17% con 267 persone. Dal punto di vista anagrafico, quasi il 90% degli utenti ha un'età compresa tra i 18 e i 49 anni. La fascia più numerosa è quella tra i 25 e i 34 anni (42%), seguita dai giovani tra i 18 e i 24 anni (24,2%) e dagli adulti tra i 35 e i 49 anni (23,5%). I minori rappresentano invece il 5,7% complessivo. I beneficiari provengono da ben 43 paesi differenti, ma oltre l'83% del totale è concentrato in quattro nazionalità principali: Afghanistan (31,9%), Pakistan (20,4%), Nepal (16,2%) e Bangladesh (14,9%).
L'intervento è stato strutturato su più livelli per offrire risposte su misura in base alle diverse necessità. Per la maggior parte delle persone, pari a 1.202 utenti, il primo contatto è avvenuto direttamente in strada. In questa fase di primo aggancio e orientamento, gli interventi hanno riguardato l'orientamento verso l'accoglienza e i dormitori per 458 persone, il supporto legale per 428 utenti, il disbrigo di pratiche documentali come codice fiscale e permessi di soggiorno per 192 individui e l'accesso alle cure sanitarie per 159 beneficiari. Per 121 persone, questo primo contatto si è trasformato in un percorso di case management strutturato e continuativo. Questo specifico gruppo presenta una composizione differente, caratterizzata da una presenza maggioritaria di donne e minori: le donne e le ragazze rappresentano infatti il 53% (64 persone), mentre i minori costituiscono il 23,1% del totale con 28 giovani. In questo ambito la nazionalità prevalente è quella ucraina (25,6%), seguita da Senegal, Afghanistan, Pakistan, Palestina, Bangladesh e Nigeria.
Un'attenzione particolare è stata riservata anche alla sfera psicosociale e al supporto psicologico. Nel corso dell'anno sono stati avviati percorsi di supporto psicologico individuale per 78 persone, per un totale di 391 sessioni svolte presso Casa Donk. Parallelamente, 147 persone hanno preso parte ad attività psicosociali di gruppo, suddivise tra lo Spazio Sicuro per Donne e Ragazze e il Centro Culturale Islamico. Come è emerso chiaramente durante l'incontro, i bisogni primari come la casa, i documenti, la salute e il lavoro sono strettamente interconnessi al benessere psicologico delle persone. L'incertezza prolungata e le sofferenze legate al vissuto personale incidono fortemente sulla salute mentale. Proprio per questo motivo, il lavoro di prossimità svolto sul territorio e la sinergia tra i diversi enti partner si sono rivelati decisivi per raggiungere chi, altrimenti, sarebbe rimasto invisibile ai canali di assistenza tradizionali.
L'inclusione sociale e l'integrazione delle persone migranti e vulnerabili rappresentano sfide complesse che richiedono un approccio globale, continuo e strutturato. Dalle testimonianze e dagli interventi degli esperti del settore emersi di recente, appare evidente come l'assenza di servizi stabili e di misure adeguate renda il percorso di integrazione estremamente difficile, lasciando molte persone in condizioni di precarietà e marginalità.
Molti individui si trovano ad affrontare ostacoli complessi durante il percorso di inserimento:
Il percorso di inclusione e accoglienza presenta diverse criticità, a cominciare dalle fasi di arrivo e di uscita dai servizi. Nella prima fase di arrivo spesso manca un accesso garantito ai servizi di accoglienza e integrazione, mentre chi esce dai percorsi senza aver trovato un lavoro stabile o un alloggio cade in condizioni di forte precarietà. A questo si aggiungono la marginalità abitativa e linguistica, dove la mancanza di soluzioni abitative accessibili e la difficoltà nell'apprendimento della lingua italiana, aggravate dalla carenza di corsi disponibili durante tutto l'anno, costituiscono un freno decisivo all'inclusione. Un'altra criticità riguarda le donne e i ricongiungimenti familiari, poiché molte donne che arrivano attraverso questa modalità non beneficiano di servizi strutturati dedicati, trovandosi spesso isolate nel contesto domestico e nella cura dei figli.
Per superare la frammentazione degli interventi, è essenziale porre la persona al centro di una rete integrata a 360 gradi. Tra i bisogni primari e le soluzioni richieste emergono la formazione linguistica e il supporto alle famiglie, attraverso corsi di italiano accessibili durante tutto l'anno e pensati anche per chi presenta una bassa alfabetizzazione, affiancati da servizi di cura per i bambini, che sono indispensabili per consentire alle donne con figli di partecipare ai corsi di formazione e ai percorsi lavorativi. È inoltre fondamentale garantire un supporto alla salute e una presa in carico olistica: gli oltre 50 percorsi di supporto psicologico già avviati dimostrano l'importanza di prendere in carico la persona nella sua interezza, senza ridurla alla sola condizione amministrativa o alla provenienza. A ciò si unisce la necessità di continuità e risorse stabili per il lavoro di rete, poiché le attività di prossimità, il coordinamento tra i servizi e il supporto psicologico non possono dipendere esclusivamente dalla durata dei singoli progetti temporanei, ma richiedono risorse adeguate, continuità operativa e momenti permanenti di confronto tra le istituzioni, i servizi pubblici e le organizzazioni del territorio.
In questo contesto, le organizzazioni del terzo settore svolgono un ruolo fondamentale nell'intercettare i bisogni, accompagnare le persone e segnalare le criticità del territorio, sebbene garantire i diritti fondamentali, i servizi accessibili e i percorsi continuativi di integrazione rimanga una responsabilità pubblica imprescindibile. Progetti come "SiCuri" hanno dimostrato come sia possibile rendere visibili bisogni spesso nascosti e rafforzare la collaborazione territoriale, e la sfida per il futuro consiste nel far sì che queste esperienze non si esauriscano con il termine dei finanziamenti, ma diventino una base concreta per politiche sociali più attente, efficaci e stabili.
ai nostri microfoni Alessandro Papes di International Rescue Committee
Articoli correlati
Stop all'assistenza ai migranti nel weekend, Papes (IRC): "Chiediamo un confronto a Prefettura e Questura"
A Trieste fa discutere la decisione della Questura di vietare la presenza delle associazioni e la distribuzione di aiuti umanitari in Piazza Libertà durante i fine settimana. Una misura introdotta per ragioni di decoro e sicurezza pubblica,
CronacaLinea d'Ombra, piazza Libertà e la solitudine della sera: «L’abbandono per chi arriva dopo le 20»
«Le famiglie che temono qualunque avvicinamento anche se i loro bambini hanno freddo e fame». È il passaggio più doloroso del messaggio con cui Lorena Fornasir, responsabile di Linea d’Ombra , torna a parlare di piazza Libertà, a Trieste, e
CronacaFedriga su Gialuz e centrosinistra: «Grande rispetto». Sul candidato: «Deciderà la coalizione»
«Guardo con grande rispetto il dibattito che c’è dentro il centrosinistra». Massimiliano Fedriga interviene sulla disponibilità di Mitja Gialuz per la corsa a sindaco di Trieste e sul confronto interno allo schieramento avversario, senza sb
CronacaImprese del Nord Est più vulnerabili nonostante i record di spesa in sicurezza: le 7 trappole da evitare
Le imprese del Nord Est spendono in sicurezza più della media italiana, eppure si sentono meno al sicuro . Secondo l'ultima indagine Confcommercio sui fenomeni illegali, l' 88,4% delle imprese del terziario del Nord Est ha investito negli u

