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Politica

Fvg Pride senza provocazioni, delusione del Popolo della Famiglia "Gente gettava carte per terra"

Luca Marsi·

Pubblichiamo dal Popolo della Famiglia

Molto rumore e poca sostanza al Gay Pride FVG organizzato a Gorizia, che si è concluso questo pomeriggio con il consueto corteo. Alcune centinaia di simpatizzanti LGBTQI+ hanno preso parte ad una manifestazione pittoresca e variegata, ma dai contenuti e slogan sostanzialmente ripetitivi. Le solite invettive contro una società “oppressiva e patriarcale” hanno fatto oltretutto fatica ad essere udite nel frastuono delle canzoni irradiate a tutto volume, in una città indolente e semideserta. I goriziani infatti hanno fatto tutto meno che unirsi ad un corteo che, evidentemente, non sentivano appartenergli.
 
Da rilevare la presenza di una delegazione dell’ANPI di Udine, accompagnata dal consigliere regionale del PD Furio Honsell: ci si chiede cosa penserebbero quei combattenti che rischiarono la propria vita (e in molti casi la persero) per combattere un regime dittatoriale, nel vedere i loro “eredi” manifestare insieme a drag queens, a propugnatori del poliamore, ad attivisti dell’utero in affitto, e a coloro che chiedevano “la fine dell’apartheid in Palestina”. D’altronde, se anche le Università di Udine e Trieste hanno dato il loro patrocinio ad una manifestazione che si batte per la legalizzazione dell’utero in affitto (pratica oggi punita in Italia con sanzioni fino a un milione di euro), allora resta poco di cui meravigliarsi.
 
Di questa pittoresca ma insipida manifestazione ricorderemo con piacere solo una cosa: il buon servizio d’ordine, e quei bravi volontari che, al termine del corteo, raccoglievano le immondizie gettate dagli “orgogliosi” manifestanti che li avevano preceduti. Un po’ troppo poco, per una manifestazione che ambiva a segnare un punto di svolta nella rivendicazione dei diritti degli LGBTQI+ etc etc etc.
 

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