Dipiazza: «Se lanciano bombe carta nella mia città, gli sparo in testa», PD: «Frase di estrema gravità»

«Il sindaco chiarisca e si scusi». Il Partito Democratico di Trieste interviene duramente sulle dichiarazioni attribuite al sindaco Roberto Dipiazza, «Se lanciano bombe carta nella mia città, allora io gli sparo in testa», pronunciate dopo le violenze di venerdì.
A prendere posizione congiuntamente sono Giovanni Barbo, capogruppo del PD in Consiglio comunale, e Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale dem.
«Le violenze di venerdì vanno condannate senza riserve, ma chi ricopre la più alta carica cittadina ha il dovere di contribuire a riportare calma e fiducia, non di alzare ulteriormente i toni», affermano.
Barbo: «Una frase di estrema gravità»
Particolarmente netto il giudizio di Barbo, che chiama direttamente in causa anche la maggioranza che sostiene il sindaco.
«Si tratta di una frase di estrema gravità», dichiara il capogruppo dem, «che evoca una minaccia e non è compatibile con la responsabilità del ruolo di sindaco. La condanna della violenza non può trasformarsi in parole che sembrano legittimare altra violenza».
Da qui la richiesta rivolta a Dipiazza: «Il sindaco chiarisca e si scusi».
Barbo aggiunge poi un passaggio politico rivolto al centrodestra: «E chi lo sostiene in maggioranza valuti con serietà se queste parole siano compatibili con la funzione di rappresentare tutta la città».
Paglia: «Non è una semplice espressione colorita»
Sulla stessa linea Maria Luisa Paglia, che pone l'accento sulla responsabilità legata al ruolo istituzionale.
«La fermezza nel condannare gli scontri deve accompagnarsi alla consapevolezza che le parole delle istituzioni hanno un peso particolare. Quando il sindaco dice “gli sparo in testa”, non siamo davanti a una semplice espressione colorita: è una frase grave, che non può essere minimizzata né liquidata come uno sfogo».
«La città ha bisogno di abbassare la tensione»
Barbo e Paglia concludono chiedendo una netta presa di distanza dalle parole pronunciate dal primo cittadino.
«La città ha bisogno di istituzioni capaci di garantire sicurezza, abbassare la tensione e affrontare i problemi con serietà. Il sindaco ha il dovere di rappresentare tutti i triestini e di dare l’esempio».
Da qui la richiesta finale del PD: «Chiediamo una presa di distanza chiara da quelle parole e una riflessione sulla loro incompatibilità con il ruolo che ricopre».
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