Comunali Trieste, Rifondazione Comunista: «Serve una scelta coraggiosa anche senza primarie»

Per le elezioni comunali di Trieste del 2027, Rifondazione Comunista mette in chiaro la propria posizione: prima deve arrivare un programma condiviso e definito, poi la scelta del candidato o della candidata sindaco.
La Federazione di Trieste del partito, che partecipa al percorso di Futuro in Comune, la coalizione di centrosinistra impegnata nella costruzione della proposta per le prossime amministrative, chiede di non invertire le priorità.
Il punto di partenza, secondo Rifondazione, deve essere una proposta politica capace di rappresentare una vera alternativa rispetto al modello del centrodestra.
«Non è più tempo di mezze misure»
Nel documento viene richiamata anche una frase pronunciata da Rosy Bindi durante un incontro primaverile al Cinema Ariston: «Non è più tempo di mezze misure».
Un concetto che Rifondazione fa proprio e utilizza per indicare la direzione che, a suo giudizio, dovrebbe assumere il centrosinistra triestino.
Il timore espresso è che un’area progressista troppo incerta sui propri principi possa lasciare ancora spazio alla destra.
«Tra una sinistra e un centro titubanti sui propri princìpi e una destra sicura di sé nelle sue battaglie retrive e antisolidaristiche, chi si recherà alle urne potrebbe ancora scegliere la destra», sostiene la segreteria.
Lavoro, giustizia e sicurezza sociale al centro
Secondo Rifondazione, il programma dovrebbe parlare soprattutto al mondo del lavoro, affrontare i temi della giustizia e della sicurezza sociale e rivolgersi a chi viene escluso dal modello di sviluppo che il partito contesta.
Nel documento vengono criticati in particolare quello che viene definito “iperturismo”, insieme all’“egoismo proprietario” e alle privatizzazioni.
L’obiettivo indicato è costruire una proposta che segni una netta discontinuità politica e sociale rispetto alla linea seguita dal centrodestra.
Il candidato dopo il programma
Solo una volta completato il programma, secondo Rifondazione, si dovrebbe arrivare alla scelta del volto chiamato a rappresentare la coalizione.
Il candidato o la candidata dovrebbe accettare integralmente il progetto politico condiviso e dimostrare di saperlo attuare con decisione.
Nel documento si sottolinea anche la necessità di governare «nel rispetto del consiglio comunale e in continuo ascolto della cittadinanza e dei comitati».
«Serve una forte discontinuità con il passato»
Rifondazione chiede inoltre che il futuro candidato rappresenti un segnale chiaro di discontinuità con il passato.
La scelta, viene precisato, dovrebbe essere condivisa da tutte le componenti di Futuro in Comune.
Una richiesta che punta quindi a evitare candidature calate dall’alto o decisioni prese soltanto da una parte della coalizione.
Primarie soltanto come ultima soluzione
Sul tema delle primarie, Rifondazione non chiude completamente la porta, ma le considera un’extrema ratio.
Il partito sottolinea infatti le difficoltà organizzative e politiche di uno strumento che, a suo giudizio, avrebbe bisogno di un regolamento capace di garantire una partecipazione reale dei cittadini ed evitare le distorsioni viste in altre occasioni.
La priorità, quindi, resta quella di cercare una sintesi politica prima di arrivare eventualmente al voto interno.
La proposta di un nuovo tavolo
Da qui la richiesta conclusiva: aprire un ulteriore tavolo di trattative all’interno del centrosinistra.
L’obiettivo sarebbe arrivare, sulla base di un programma già solido, a una candidatura condivisa anche senza il ricorso alle primarie.
«Una scelta coraggiosamente adeguata alle sfide dell’attuale fase politica», scrive la segreteria della Federazione di Trieste di Rifondazione Comunista.
La partita per le comunali del 2027 resta quindi ancora aperta, ma da Rifondazione arriva una linea precisa: prima definire cosa si vuole fare per Trieste, poi scegliere chi dovrà rappresentare quel progetto davanti agli elettori.
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