Trieste, Tonel su turismo: «Non vogliamo mordi e fuggi, ma viaggiatori che si innamorino» (VIDEO)

Il turismo per Trieste non deve rappresentare semplicemente un obiettivo numerico, ma uno strumento attraverso il quale mostrare al mondo le opportunità della città, attirare persone interessate a conoscerla profondamente e generare ricadute economiche sull'intero territorio.
È il quadro tracciato dal vicesindaco Serena Tonel, ospite della diretta di Trieste Cafe dal Pedocin condotta da Luca Marsi.
«Il turismo è sicuramente una grande risorsa. Io sempre dico che non è un obiettivo ma è uno strumento», ha spiegato Tonel.
Il turista può diventare qualcosa di più
Nel ragionamento del vicesindaco, chi arriva a Trieste per una vacanza può entrare in contatto con la città sotto prospettive molto differenti.
«Una persona arriva qui da turista ma magari è un imprenditore, magari è qualcuno che sta cercando un posto dove far vivere la sua famiglia con una qualità di vita alta», ha osservato.
Da qui la definizione del turismo come «una finestra sul mondo», capace di far conoscere Trieste e le sue opportunità ben oltre il soggiorno di pochi giorni.
Accanto all'aspetto promozionale esiste naturalmente quello economico.
Il turismo, ha ricordato Tonel, significa «portare liquidità sul territorio» e mettere in moto un indotto che coinvolge servizi, ristorazione, alberghi e fornitori.
Turismo nautico, settore da sviluppare
Tra le possibilità di crescita individuate c'è anche il turismo legato al mare.
Secondo Tonel, Trieste parte da una posizione importante nel settore nautico, ma dispone ancora di margini per rafforzare ulteriormente servizi e attività.
Un potenziamento che potrebbe ampliare la capacità della città di attrarre visitatori interessati non soltanto alle mete più conosciute, ma all'intero sistema territoriale.
«Trieste non è una città da mordi e fuggi»
Durante la diretta è stato affrontato anche un tema frequentemente al centro del dibattito cittadino: quello di una Trieste turistica che, secondo alcuni, rischierebbe di spegnersi troppo presto nelle ore serali.
Tonel ha respinto questa lettura.
«Non sono assolutamente d'accordo perché Trieste è una città turistica, ma noi vogliamo fare in modo che da noi arrivino non turisti mordi e fuggi, ma dei visitatori, dei viaggiatori, coloro che vogliono scoprire la città, coloro che si innamorino di questa città».
La visione proposta è quella di una Trieste da conoscere lentamente, attraverso i musei, il Carso, la natura, lo sport all'aperto e soprattutto la cultura.
Movida, equilibrio tra imprese e residenti
Il ragionamento ha inevitabilmente toccato anche la vita notturna.
Tonel ha riconosciuto l'esistenza del tema delle attività serali, sottolineando tuttavia la necessità di trovare un equilibrio con «il diritto ai residenti» e con quello degli stessi turisti a poter riposare.
Ancora più netto il passaggio sulla movida.
«A mio avviso va regolamentata ancora di più, senza togliere opportunità agli imprenditori», ha dichiarato.
L'obiettivo indicato è quello di valorizzare gli operatori che scelgono di investire in «una movida corretta e rispettosa dei residenti e di tutte le attività circostanti».
Una posizione che cerca quindi di mantenere insieme attrattività, economia, vita serale e qualità della vita, senza trasformare questi elementi in interessi necessariamente contrapposti.
DI SEGUITO IL VIDEO
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