Carovita in Fvg, AVS annuncia la mobilitazione: «La risposta non può essere la rassegnazione»

Alleanza Verdi e Sinistra Friuli Venezia Giulia parteciperà alle mobilitazioni del 30 ottobre e del 20 novembre, mettendo al centro il contrasto al carovita, la difesa del potere d’acquisto e il rafforzamento dei servizi pubblici. La formazione politica annuncia la propria presenza agli appuntamenti promossi da USB e CGIL e alle mobilitazioni studentesche, chiedendo un cambiamento delle scelte economiche e sociali del Governo Meloni.
A motivare l’adesione è anzitutto il peso dei rincari sui bilanci familiari. Secondo il dato richiamato da AVS, in Friuli Venezia Giulia il costo della spesa è aumentato del 31% negli ultimi cinque anni, mentre i redditi non hanno tenuto il passo. Una distanza che, sottolinea la formazione politica, si traduce in una perdita concreta della capacità di acquisto, soprattutto per lavoratori, pensionati e famiglie.
«La risposta al carovita, alle disuguaglianze e alla precarietà non può essere la rassegnazione», afferma AVS, indicando nella partecipazione collettiva lo strumento per sostenere richieste salariali, sociali e ambientali.
Il peso della spesa e i redditi che restano indietro
Nel documento, AVS parte dalle difficoltà quotidiane di chi deve far fronte a prezzi crescenti senza poter contare su un adeguamento corrispondente delle entrate. Il rincaro della spesa viene assunto come indicatore di uno squilibrio che incide direttamente sulle condizioni materiali delle persone.
Per l’alleanza, la questione riguarda la possibilità di mantenere il proprio tenore di vita e affrontare le necessità familiari attraverso il reddito da lavoro o la pensione. È su questo terreno che viene costruita la richiesta di intervenire sui meccanismi di tutela delle retribuzioni e sulla distribuzione del carico fiscale.
L’obiettivo dichiarato è rimettere al centro il lavoro, il potere d’acquisto, i diritti e la qualità della vita, modificando le priorità della politica economica.
Salari legati all’inflazione e salario minimo
Tra le proposte avanzate figura l’indicizzazione automatica dei salari all’inflazione, con l’intento di proteggere le retribuzioni dall’aumento dei prezzi.
AVS chiede inoltre una riforma fiscale sul modello tedesco che elimini il fiscal drag, indicato tra i problemi da affrontare per tutelare i redditi. Alla revisione del sistema fiscale affianca l’introduzione del salario minimo, inserendolo nel quadro delle misure contro la precarietà e le disuguaglianze.
Sono interventi che la formazione politica presenta come parte di una risposta complessiva al progressivo indebolimento del potere d’acquisto. La rivendicazione è quella di salari più giusti e di strumenti capaci di impedire che i rincari continuino a erodere le entrate delle persone.
Patrimoniale sulle grandi ricchezze e tassazione degli extraprofitti
La proposta di AVS interviene anche sul versante delle grandi disponibilità patrimoniali e dei profitti di alcuni settori economici.
L’alleanza chiede una patrimoniale sulle grandi ricchezze e una tassazione adeguata di quelli che definisce gli «enormi extraprofitti» di banche, compagnie energetiche e assicurazioni.
Il tema viene collegato alla necessità di cambiare le priorità economiche e sociali del Paese. Nel documento, le richieste sulla fiscalità accompagnano quelle relative ai salari e ai servizi, componendo una piattaforma che punta a contrastare le disuguaglianze.
«Sanità, scuola, università e ricerca. Non il riarmo»
Una parte centrale della posizione di AVS riguarda la destinazione delle risorse pubbliche. La formazione politica indica sanità, scuola, università e ricerca come le priorità sulle quali concentrare gli investimenti, esprimendo una netta contrarietà al riarmo.
«Le risorse pubbliche devono essere destinate alle priorità del Paese», sostiene l’alleanza, contrapponendo il rafforzamento dei servizi e della formazione alle spese per il riarmo.
La difesa del potere d’acquisto viene così affiancata alla richiesta di servizi pubblici più forti: due aspetti che, nella proposta politica, concorrono alla tutela delle condizioni di vita e dei diritti.
Povertà energetica, trasporto pubblico e crisi climatica
La piattaforma comprende anche le politiche energetiche e ambientali. AVS chiede di contrastare la povertà energetica, accelerando l’uscita dalle fonti fossili, definite costose e inquinanti.
Tra gli interventi sostenuti figurano gli investimenti nel trasporto pubblico gratuito e l’avvio di un piano straordinario per mitigare gli effetti della crisi climatica nelle città e nei centri abitati.
Nel documento, giustizia sociale e ambientale vengono poste sullo stesso piano: il contrasto ai rincari e alle disuguaglianze si accompagna alla richiesta di intervenire sui costi dell’energia, sulla mobilità e sulle conseguenze della crisi climatica.
Le adesioni agli scioperi del 30 ottobre e del 20 novembre
Su queste basi, AVS FVG annuncia la partecipazione alle mobilitazioni del 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale indetto da USB e dello sciopero degli studenti.
La formazione politica aderirà anche agli appuntamenti del 20 novembre, legati allo sciopero indetto dalla CGIL e alla mobilitazione studentesca.
«Crediamo che la partecipazione di lavoratrici, lavoratori e studenti sia essenziale per contrastare le politiche del Governo Meloni e imprimere una svolta alle scelte economiche e sociali del Paese», afferma l’alleanza.
L’appello è a costruire una risposta collettiva alle difficoltà economiche, sostenendo una piattaforma che unisce retribuzioni, fiscalità, servizi pubblici e ambiente. «Servono mobilitazione collettiva, salari più giusti, servizi pubblici più forti e un futuro fondato sulla giustizia sociale e ambientale», conclude AVS.
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