“Uomo morto non uccide”: spunta una nuova scritta shock, stavolta sulla scala Stendhal

“Uomo morto non uccide”: spunta una nuova scritta shock, stavolta sulla scala Stendhal

Dopo le frasi comparse stanotte sulla scalinata Joyce, riappare in città una nuova scritta dal messaggio disturbante. Il caso riapre il dibattito su rabbia sociale, decoro urbano e significati nascosti.

Un messaggio inquietante nella zona di via Ginnastica

È comparsa nelle ultime ore una nuova scritta shock a Trieste, stavolta sulla scala Stendhal, alle spalle di via Ginnastica. Tracciata con vernice spray viola su un muretto in cemento, la frase recita: “UOMO MORTO NON UCCIDE”.

Una formula quasi identica a quella che aveva suscitato scalpore stanotte, quando sulla scalinata Joyce, era stata rinvenuta un’altra scritta simile: “Uomo morto non stupra”. Anche in quel caso, la frase era apparsa all’improvviso, firmata in modo anonimo, e aveva generato numerose reazioni.

Il ritorno di uno stesso messaggio: protesta o provocazione?

Non è chiaro al momento chi sia l’autore o l’autrice delle scritte, né se le due frasi siano state tracciate dalla stessa mano. Tuttavia, lo stile grafico e il contenuto lasciano pensare a un possibile collegamento.

Il messaggio, forte e diretto, ha attirato nuovamente l’attenzione di residenti e passanti. C’è chi lo interpreta come un grido d’allarme contro la violenza patriarcale, chi lo vede come una forma estrema di denuncia sociale, e chi invece lo considera una provocazione fine a sé stessa, potenzialmente offensiva e fuori contesto.

Decoro urbano e sicurezza: i residenti chiedono risposte

Molti abitanti della zona hanno espresso disagio per il degrado e la tensione che queste scritte sembrano trasmettere. C’è chi invoca interventi immediati per la cancellazione, mentre altri sollecitano un confronto pubblico sul significato e sul disagio che certe frasi vogliono rappresentare.

Il Comune, già intervenuto in passato per la rimozione di messaggi simili, potrebbe essere chiamato nuovamente ad agire. Intanto, cresce il dibattito in città: è solo vandalismo o c’è qualcosa di più dietro questi gesti?