giovedì 23 luglio 2026
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77°Anniversario insurrezione cittadina del 30 aprile 1945, sabato cerimonia al Cippo della Resistenza sul Colle di San Giusto

Luca Marsi·
Nella ricorrenza del 77° Anniversario dell’Insurrezione cittadina del 30 aprile 1945, sabato 30 aprile, alle ore 11.00, in prossimità del Cippo della Resistenza, sul Colle di San Giusto, di fronte alla Fontana di Montuzza, si terrà la tradizionale cerimonia organizzata dalla Federazione Grigioverde. Nel rispetto delle previste normative anti Covid, la cerimonia vedrà la presenza delle autorità locali, del Gonfalone della Città di Trieste e dei rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d'arma con i labari. L’Amministrazione comunale di Trieste sarà presente con il vicesindaco.
 
Una nota storica a cura della Federazione Grigioverde ricorda che “All’alba del 30 aprile di settantasette anni fa, fu dato l’ordine di insurrezione contro l’occupazione tedesca, nel nome d’Italia, per stroncare definitivamente quel tentativo di annessione della Venezia Giulia al III Reich. Tale ordine fu dato da don Edoardo Marzari, Presidente del IV Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), al Corpo Volontari della Libertà (CVL), al comando del ten. col. Antonio Fonda Savio (Manfredi). È stato questo, indubbiamente l’ultimo atto, di quel patriottismo risorgimentale, fortemente radicato nella Città di Trieste.
 
Ormai prossimi alla città non erano i soldati delle armate anglo-americane, ma i partigiani slavo-comunisti e quelli della IV Armata jugoslava del Maresciallo Tito. Questi non venivano per - liberare - la Venezia Giulia e Trieste, dalle tragedie della dittatura nazista, ma per imporci un’altra dittatura, quella comunista e per occupare (non per liberare) e poi annettere questi territori alla Jugoslavia. Tutti coloro che combattevano nella resistenza - italiana - ma non risultavano inquadrati sotto il comando jugoslavo, erano considerati dei nemici da - eliminare - alla pari, se non peggio, delle formazioni tedesche delle SS.
 
Ma, l’insurrezione cittadina era stata preparata in quegli anni bui che vanno dal 1943 al 1945, da illuminati personaggi della nostra città ed attivata in undici brigate di volontari, in tutto circa 3500, la gran parte giovani e giovanissimi, e furono proprio loro con coraggio e grande dedizione a mostrare al mondo il significato del valore della libertà, della propria Patria, da tutte le forme - dittatoriali - di quel triste periodo. Questi giovani forse in modo inconsapevole, furono proprio loro a riscattare Trieste a quella nuova Italia, che stava sorgendo dal profondo baratro di una guerra senza senso, sentendo profondamente la necessità di ridare alla loro città libertà e senso di appartenenza sulla base di quei principi ormai lontani e quasi dimenticati, legati ai più puri valori del Risorgimento ottocentesco”.
 

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