Polidori: autonomismo nostra identità, cambio epocale dopo Vannacci

"Io sono attratto da percorsi che riguardano l'unità della Lega e ripercorrere i vecchi temi, e magari di portare a casa questa benedetta legge sull'autonomia differenziata, che è già stata portata avanti, per controbilanciare con una forte autonomia il centralismo che si vuole con il premierato. Questo è la questione politica, tra Fratelli d'Italia e la Lega". Così alla 'Dire', Paolo Polidori, sindaco di Muggia, già vicesindaco di Trieste e fino a febbraio di quest'anno segretario provinciale del Carroccio, è uno degli esponenti più in vista della Lega a Trieste e si definisce da sempre 'leghista delle origini'. Tuttavia, spiega, non ha interesse nel tentativo di alcuni leghisti lombardi di riattivare la 'Lega Nord per l'Indipendenza della Padania', per sfidare il segretario della Lega, Matteo Salvini. "Per quanto mi riguarda la Lega è sempre è sempre quella- sottolinea il sindaco-. E' ovvio che nel corso dei decenni, se partiamo dalla Lega Nord del 1994, il mondo è cambiato anche di tanto, anche con l'Italia si è entrati nell'Euro. Ma c'è un filo conduttore che solo la Lega che porta avanti cioè la questione dell'autonomia, del federalismo. E' il principio fondante che ci differenzia anche all'interno del centrodestra- precisa Polidori-. Fino a quando ci sarà questa caratteristica della Lega, ovviamente mi troverà concorde. E ad oggi non mi sembra che ci siano state smentite su questa questione". E' vero che c'è un calo di consensi per la Lega, continua l'esponente del Carroccio triestino, per vari motivi, e la questione del segretario non è per forza tra i principali. "Posso dire che con Salvini ho sempre avuto riscontro- sottolinea Polidori-, ho sempre avuto appoggio e ascolto. Per cui a livello personale sicuramente non posso dire nulla. Per sua stessa missione, proprio quando è venuto a Trieste l'ultima volta, ha detto uno dei suoi più grandi difetti è quello di fidarsi troppo delle persone. Questo è vero- osserva il sindaco- perché l'ultimo colpo con Vannacci lo dimostra. Quindi se posso recriminare qualcosa è su questo: sono errori di valutazione che ovviamente pesano in questo momento sul consenso della Lega". Sono il segretario e i governatori leghisti cui tocca decidere come realizzare "un cambiamento dal punto di vista dell'immagine", sottolinea Polidori, "perché questo è uno dei momenti cruciali della Lega, uno dei cambi epocali, come quello tra Bossi e Maroni, e del dopo Maroni. Bisogna rifarsi il look, e riprendere con forza il discorso dell'autonomia e del federalismo". Ma se ne parlerà a Pontida, commenta Polidori, osservando che ieri a Roma "quello che mi sembra che sia venuto fuori è che non si sia ancora deciso. Io sono pronto già per Pontida, e ci andrò a prescindere- conclude-. Sarebbe da approfittare dell'occasione per andare a Pontida con uno schema più chiaro, con una condivisione più chiara da parte di tutti". (Mil/ Dire)
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