Trieste, Currò (ASGRI) su sicurezza nella movida: «Gli addetti ai controlli restano semplici cittadini» (VIDEO)

La presenza degli addetti alla sicurezza nei luoghi della movida rappresenta certamente un deterrente, ma senza strumenti e poteri adeguati rischia di trasformarsi in una risposta soltanto parziale. È la posizione espressa da Christian Currò, segretario regionale dell’ASGRI, intervenuto nella puntata di Trieste Cafe dedicata al rapporto tra sicurezza e divertimento, condotta da Luca Marsi.
«Sono sempre semplici cittadini»
Currò ha richiamato in particolare la figura degli addetti ai servizi di controllo nei locali di pubblico spettacolo, presenti anche nelle aree più frequentate della movida.
«Attualmente, con le normative vigenti, è sempre un semplice cittadino che non ha nessun potere di pubblica sicurezza», ha spiegato.
Una presenza che, secondo Currò, resta comunque utile soprattutto sotto il profilo della prevenzione.
«È un deterrente. Fa presenza soprattutto perché gli operatori sono molto preparati anche a livello di primo soccorso e a livello antincendio».
Ma il giudizio complessivo resta critico: «Rimane, a mio avviso, un palliativo».
Il nodo dei poteri e della prevenzione
Secondo il rappresentante ASGRI, il problema non consiste soltanto nell'aumentare numericamente gli operatori presenti nelle zone sensibili, ma nel chiarire concretamente quale ruolo questi debbano poter svolgere.
Currò ha insistito sulla necessità di superare un sistema nel quale chi opera sul territorio può trovarsi davanti a situazioni potenzialmente pericolose senza avere strumenti sufficienti per affrontarle.
«Non serve aumentare le persone sul territorio se queste persone non possono fare assolutamente niente», ha osservato nel corso del confronto.
La richiesta è quella di poter disporre di personale preparato che, nell'attesa dell'arrivo delle forze pubbliche per gli aspetti di competenza giudiziaria, sia realmente in grado di intervenire.
Movida e sicurezza, il confronto è aperto
Il tema assume particolare rilievo nelle zone della città maggiormente frequentate durante le ore serali, dove la presenza di grandi gruppi di persone può rendere più complessa la gestione delle situazioni problematiche.
La riflessione emersa dalla trasmissione mette dunque al centro non soltanto il numero degli operatori presenti, ma anche il loro ruolo, la formazione e gli strumenti a disposizione.
Un dibattito destinato a restare centrale ogni volta che si cerca di trovare un equilibrio tra una città viva, capace di offrire occasioni di divertimento, e la necessità di garantire sicurezza a residenti, lavoratori e frequentatori dei locali.
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