Teatro Verdi. La prossima stagione sinfonica parte con l'omaggio a Ezio Bosso con il movimento “White Ocean (Antarctic)"

Torna dal 20 settembre la stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste e per la prima volta da molto tempo, seguirà l’arco solare terminando a maggio 2027 con undici concerti, di cui i due di apertura in collaborazione con la Società dei Concerti di Trieste nell’ambito del Festival di Trieste - Il Faro della Musica. Ed anche nell’impaginato di quasi ogni serata ci sarà una piccola ma costante novità, un brano di compositori contemporanei per un excursus tra i protagonisti più interessanti e rappresentativi della musica di oggi, da Bosso a Capogrosso, ma anche Colasanti, Bernstein, Ives, Sinopoli fra i tanti. Due importanti novità segnano dunque la nuova stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste, che da un lato risponde al crescente interesse del pubblico per il repertorio orchestrale allungando la stagione fino a maggio con appuntamenti a cadenza quasi mensile, d’altro canto presenta in apertura di quasi tutti gli appuntamenti un breve brano di autori contemporanei per raccontare la musica di oggi attraverso alcuni dei suoi protagonisti più significativi nel panorama internazionale, a partire da Ezio Bosso con il movimento “White Ocean (Antarctic)” dalla sinfonia Oceans per il primo concerto in collaborazione con Società dei Concerti di Trieste nell’ambito del Festival di Trieste – Il Faro della Musica. Sul podio del 20 settembre Francesco Lanzillotta, tra i direttori più stimati della sua generazione, e al pianoforte per il concerto di Ravel Benedetto Lupo.
Sempre nell’ambito del Faro della Musica il secondo appuntamento il 24 settembre con un impaginato tutto Mozart diretto dall’organista e clavicembalista olandese Ton Koopman e il pianoforte dell’affermato italo-svizzero Francesco Piemontesi. Il terzo concerto fuori abbonamento si avrà poi il 23 novembre con Enrico Calesso sul podio e l’affermato canadese Jan Lisiecki al pianoforte per una serata tutta all’insegna del sinfonismo tedesco con Anno Schreier, stimato compositore contemporaneo attivo anche nel mondo del cinema, quindi Beethoven e Brahms. Il quarto concerto il 3 dicembre si aprirà con un omaggio a Giuseppe Sinopoli nei 25 anni dalla morte, grazie al brano “Pour un livre à Venise”, una delle composizioni del grande direttore, da lui presentata dal vivo ad Amsterdam nel 1975 e poi subito pubblicata con la Staatskapelle Dresden; si prosegue poi con il concerto per violino di Sibelius, quindi grande chiusa con la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij. Sul podio l’affermato Tito Ceccherini e al violino la pluripremiata star dello strumento Kerson Leong. Si prosegue il 18 dicembre con uno dei direttori italiani più apprezzati nel mondo, Donato Renzetti, per un programma che apre con il compositore milanese Carlo Boccadoro e le sue “Tre danze”, per proseguire poi con il famoso secondo concerto di Rachmaninov con il pianoforte del solido Maurizio Baglini, e chiudere poi con la celeberrima Suite dal Lago dei Cigni di Čajkovskij.
L’Antivigilia si festeggerà poi in teatro con il direttore tedesco Will Humburg e un originale programma che spazia dal compositore americano fra i più celebrati Charles Ives, quindi Britten con la rara Serenata per tenore, corno e orchestra d’archi, infine la celebre Sinfonia Fantastica di Berlioz. Sul palco per Britten il tenore napoletano Massimo Giordano e il corno solista di Andrea Mancini, prima parte dell’Orchestra della Toscana e vincitore del concorso di Porcia. Il nuovo anno si aprirà poi il 28 gennaio con l’immensa terza sinfonia di Mahler diretta da Enrico Calesso, che coi suoi sei movimenti e il possente organico porterà gli ascoltatori nella complessa cosmogonia sonora mahleriana, frutto di un intensissimo lavoro che occupò l’autore dal 1895 al debutto nel 1902. A febbraio l’ottavo concerto aprirà invece con Silvia Colasanti, Accademica di Santa Cecilia già eseguita in Scala, Opera di Roma e Festival di Spoleto, che presenterà “Rinascerò in mille bimbi. Omaggio a Biagio Marin”, intenso lavoro commissionato dal Verdi per ricordare il grande poeta di Grado e che vedrà sul palco la voce recitante dell’attore e regista Elio De Capitani; la serata chiuderà poi con la terza sinfonia di Beethoven “Eroica” e sul podio uno dei debutti più interessanti di tutta la stagione, l’italiana Clelia Cafiero, già protagonista in Scala, Royal Albert Hall, Philharmonie di Parigi e quest’anno per la prima volta, oltre che a Trieste, anche ad Opera Australia e Staatsoper Berlin.
Il nono concerto a marzo vedrà di nuovo il nostro Direttore Musicale Enrico Calesso alla testa di coro e orchestra per l’amatissima Passione secondo Matteo di J.S. Bach nella versione che la riportò in vita dopo 200 anni di oblio grazie a Mendelssohn su iniziativa del Maestro Zelter. Il decimo appuntamento ad aprile si aprirà con “Altri Volti” per violoncello ed orchestra del giovane compositore italiano Fabio Massimo Capogrosso, già eseguito sui migliori palchi classici, come La Fenice, ma anche pluripremiato autore per il cinema per registi del calibro di Bellocchio, Comencini, Michieletto e reduce dal Donatello 2025. A seguire il Concerto per violoncello di Saint Saëns e la Suite Sinfonica da Shéhérazade di Rimskij-Korsakov, sul podio il giovane direttore italo-russo Sieva Borzak e la star del violoncello Enrico Dindo. Infine la chiusura della stagione il 19 maggio con il concerto dedicato al mondo novecentesco americano con Bernstein, Adams, Glass e Gershwin diretti dal texano John Axelrod, vero esperto del repertorio invitato dai migliori teatri internazionali. Con l’orchestra sul palco anche il giovane e stimatissimo ensemble SIGNUM Saxophone Quartet, star internazionali che dal debutto nel 2013 alla Carnegie Hall di New York non hanno mai smesso di incantare con la loro energia e il loro virtuosismo, il pubblico di tutto il mondo.
Valerio Vicari, Direttore Artistico della Fondazione, racconta così la logica che sottende il filone contemporaneo all’interno della Stagione: “La musica contemporanea è un concetto da declinare rigorosamente al plurale. Non esiste un solo modo di scrivere musica: è fondamentale prendere per mano il pubblico e far conoscere i diversi volti della musica d'oggi, per creare curiosità e lasciare che ognuno si formi il proprio gusto, ricordando che la musica è un corpo senziente, che cresce e fiorisce in diverse forme, nella carne viva degli autori del nostro tempo.”
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